Attenzione
Piani estrattivi, la proroga ancora non c’è
Il Comune ha chiesto un anno di tempo, altrimenti dopo il 5 giugno il rischio è di non poter rilasciare nuove autorizzazioni
CARRARA. Conto alla rovescia per i Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi (Pabe): da palazzo civico auspicano una proroga di un anno dalla Regione Toscana. Si avvicina sempre più la scadenza per la presentazione alla Regione Toscana di quello che è stato definito (sia dall'assessore Alessandro Trivelli, sia da Giuseppe Bruschi dell'ufficio ambiente e marmo) come «il piano regolatore» per quanto riguarda il mondo del lapideo. Una scadenza fissata al 5 giugno prossimo e per cui l'amministrazione ha chiesto una proroga di un anno alla Regione Toscana; una richiesta a cui, ha fatto sapere l'assessore Alessandro Trivelli, la Regione però deve ancora rispondere. Il rischio che si profila in mancanza di proroga – ha spiegato ieri nella commissione consiliare politiche per il marmo l'assessore Trivelli – è quello che il Comune non potrà rilasciare nuove autorizzazioni per i piani di lavoro; ma – ha precisato lo stesso assessore – «gli uffici stanno rilasciando le autorizzazioni che possono entro il 5; intanto i legali del Comune stanno lavorando per tutelarci in caso di mancata proroga».
Che cosa sono i Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi. «Sulla base degli esiti degli studi del quadro conoscitivo ed a seguito del processo di valutazione ambientale strategica, essi provvederanno a disciplinare, sotto il profilo paesaggistico, le attività estrattive esistenti e di nuova previsione all'interno delle aree interessate, nonché le funzioni secondarie ammissibili e gli interventi edilizi per le attività di servizio complementari a quella di escavazione», così si legge dalla definizione nella specifica sezione del sito internet del Comune di Carrara. Piani regolatori del mondo lapideo, descrivono in commissione Trivelli e Bruschi, con protagonista l'aspetto riguardante la tutela paesaggistica. «Ciascun Comune con attività estrattive di cava deve predisporre – ha spiegato dunque l'assessore – questi piani attuativi dei bacini estrattivi che, nella loro redazione, tengono conto di vari studi da diversi settori. Questi piani dovranno indicare anche i quantitativi dei materiali; un piano regolatore delle cave la cui stesura doveva combaciare con l'entrata del Piano d'Indirizzo Territoriale, Pit (tre anni fa). In mancanza dei Pabe per le nuove autorizzazioni si tiene conto del Pit, ma l'autorizzazione vale per il 30 per cento rispetto all'autorizzazione precedente». «C'è stata un'interpretazione più stringente che dice che dopo il 5 giugno i Comuni non posso rilasciare l'autorizzazione; poi però ci sono state una serie di sentenze del Tar – ha aggiunto – con una interpretazione in cui è venuta meno questa perentorietà. Dobbiamo andarci sempre cauti e verificare a livello legale». «Abbiamo fatto - ha concluso Trivelli - vari interventi per avere una proroga di un anno dalla Regione tramite richieste scritte, ma anche incontri e ci dovrebbero rispondere in tempi molto brevi; per il momento non abbiamo ricevuto risposte, anche durante l'incontro di settimana scorsa l’abbiamo chiesto: è un problema importante». Non è chiaro, infine, il numero delle cave che rientra nella questione; ma – aggiunge Bruschi – «nessun comune in Toscana, o comunque nella nostra zona, è riuscito a completare la stesura dei piani attuativi in tempi utili: segno che un problema c'è. Non manca molto anche se gli uffici sono oberati». «La situazione è preoccupante», ha aggiunto in chiusura il consigliere Cristiano Bottici del Pd.
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