Toscana
Sfida tra “poveri” per i candidati della politica militante
MASSA. Nella sfida tra “Paperoni” di estrema destra ed estrema sinistra vincono i primi. Non nel complesso, perché d’altronde sono tre i candidati di area “rossa” e solo uno che viene dal mondo del...
MASSA. Nella sfida tra “Paperoni” di estrema destra ed estrema sinistra vincono i primi. Non nel complesso, perché d’altronde sono tre i candidati di area “rossa” e solo uno che viene dal mondo del neofascismo. Ma Francesco Mangiaracina, candidato della lista civica “Tutto per Massa” e sostenuto da “Casapound”, in termini relativi spende più di ciascuno dei tre candidati di sinistra.
Poi forse sarebbe meglio dire “Paperini”. Per il candidato di destra infatti la spesa complessiva è di 1160 euro totali. La spesa minima che una delle liste di Volpi, ad esempio, preventiva per i soli manifesti elettorali. E va considerato che il contributo di Casapound pesa per soli 160 euro, la spesa più bassa in assoluto tra le liste.
Sull’opposto fronte la spesa più grande la affronta “Area 2018” di Andrea Biagioni, lista civica a vocazione ambientalista di sinistra. Per lui complessivi 1000 euro di sforzo economico. Tutti per i manifesti.
E d’altronde la campagna passa più dalle suole consumata, a queste latitudini, e dal porta che non dall’impiego di mezzi sui media. Nicola Cavazzuti, candidato sindaco di “Potere al Popolo”, metta a bilancio preventivo 900 euro soltanto. Anche qui per stampa e propagnada.
Appena 100 euro meno per Marco Bondielli, sostenuto dal “Partito Comunista”. Anche in questo caso quasi tutti destinati a stampa e manifesti. E 100 euro per l’affitto di locali per manifestazioni.
Niente soldi a bilancio per carburante, telefoni, automezzi o dibattiti. Qui tocca fare alzare il telefono ai militanti, mettere le auto e via andare. Un mondo che resiste ancora, ma con sempre minori mezzi. (l.r.d.)
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