Gioco
E sulla sicurezza è scontro sui vigili urbani
I candidati di destra li vogliono con compiti simili alla polizia, a sinistra si punta sul problema sociale
MASSA. Sarà anche un tema da politica nazionale, ma è sul problema sicurezza che volano gli stracci. Il nodo sono i vigili urbani. E secondo la geografia politica, chi sta più a destra li vuole più attivi e presenti sul territorio, i candidati di area di sinistra insistono sulle politiche sociali a favore della periferia e delle fasce deboli.
Durante il dibattito al teatro dei Servi organizzato dal Rotaract il primo a parlare del tema, per via dell’ordine di estrazione, è Sergio Menchini. Il primo a lanciare la proposta è lui: «Vanno potenziati i vigili urbani e bisogna rivisitare l’accordo che c’è con il Comune sulle loro funzioni. Serve anche un presidio a Marina di Massa e uno per il centro, come centri di prossimità per i cittadini». Altri lo seguiranno, lui intanto si prende il primo applauso convinto sul tema.
Francesco Persiani è sulla stessa lunghezza d’onda, con in più una critica all’amministrazione. «Il corpo dei vigili va rafforzato, è un tema che a noi è molto caro. C’è troppa insicurezza in città, sul bando periferie pochissimi i soldi riservati a questo tema. E finora il Comune si è limitato a installare telecamere inutili, i filmati, dicono, vanno in Procura. E poi che succede?».
Una signora dal pubblico lo interrompe. «Insomma va lei sul campo, il sindaco sceriffo». Lui non esita: «Si candidi e faccia lei».
Sui vigili concorda anche Pierpaolo Bertilorenzi: È incredibile che i nostri non abbiano la pistola». Ma qui inciampa.
Alessandro Volpi e Lorenzo Pascucci lo correggono. I vigili la pistola a Massa ce l’hanno. Bertilorenzi prova la parata: «Sì ma non la usano per sparare, questo intendevo dire». Dopo spiegherà che la possono usare solo per difesa personale e non per difendere i cittadini.
Nicola Cavazzuti, di Potere al Popolo, è seduto sull’altra sponda del tema. «Non capisco perché affidare ai vigili un compito che svolgono già le forze dell’ordine. Se c’è insicurezza in città è perché si sono abbandonati gli edifici. La banca d’Italia in centro, l’hotel Milano a Marina sono attacchi alla dignità di questa città». Anche per Lorenzo Bondielli il problema è sociale: «E la polizia è impegnata a reprimere chi, come operai e studenti protesta, invece di essere impiegata per altri problemi». Prevedibilmente Francesco Mangiaracina non ci sta: «In tanti ci chiedono di intervenire personalmente, pattugliando le aree a rischio. I vigili vanno rafforzati.».
Luana Mencarelli, con una lieve dissonanza, si rifà al decreto Minniti. Insomma, a una legge del Pd. «Operare tramite quella legge, garantendo collaborazione tra le varie forze, accesso dei database e coinvolgendo i cittadini».
Volpi, ammettendo il problema, difende il lavoro fin qui fatto: «C’è un tavolo per la sicurezza che funziona bene, certo c’è anche un problema più grade di scarso organico tra le forze dell’ordine. Noi, a Massa, possiamo fare assunzioni di nuovi vigili però, proprio perché abbiamo il bilancio a posto». (l.r.d.)
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