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La gang che spaccava le vetrine per scassinare le slot machine

La gang che spaccava le vetrine per scassinare le slot machine

MASSA. A ottobre i carabinieri avevano arrestato altri componenti del clan Cretu, dopo che avevano scassinato un bar per ripulire le cassettiere dei soldi delle slot machine. Anche qui gli inquirenti...

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MASSA. A ottobre i carabinieri avevano arrestato altri componenti del clan Cretu, dopo che avevano scassinato un bar per ripulire le cassettiere dei soldi delle slot machine. Anche qui gli inquirenti erano stati colpiti dalla ferocia e dall’ingegno della banda: due fidanzati venivano usati per fare da palo, erano incensurati e per questo non avrebbero attirato l’attenzione delle forze dell’ordine. Gli altri quattro, invece, a suon di picconate sfondavano le vetrine dei bar oppure gli infissi delle abitazioni per entrare e rubare. Nei locali la gang si dedicava soprattutto alle slot machine, nelle case a qualunque cosa potesse consentire un buon realizzo. Per esempio una bicicletta elettrica con il brand Harley Davidson del valore di quattromila euro. Un sodalizio criminale che dava i suoi frutti perché i sei malviventi grazie ai loro colpi conducevano una vita da nababbi: appartamenti di lusso a Marina di Massa che occupavano pagando regolare affitto e auto veloci dai quarantamila euro in su.

Senza che il gruppo di romeni - il più grande ha 29 anni mentre il più piccolo 23 - avesse un regolare contratto di lavoro, risultavano nullatenenti e nullafacenti. Erano tornati nella provincia apuana dalla natìa Romania da qualche mese. E guarda caso risalivano proprio a quel periodo (primavera 2017) una serie di colpi, con identico modus operandi di quello scoperto, che sono ancora senza colpevole. Tutti messi a segno a notte fonda usando la forza (con l’ausilio di mazze e tondini stradali). L’indagine è proseguita e ha scoperto il resto.

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