Il Tirreno

No Costa e Gaia, confronto-scontro sull’acqua a rischio

di Gianluca Uberti
No Costa e Gaia, confronto-scontro sull’acqua a rischio

Il comitato contesta possibili interferenze fra il lavaggio dei rifiuti e i pozzi per l’utilizzo pubblico. È alta tensione

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AULLA. Momenti di tensione, nel pomeriggio di martedì, durante il nuovo faccia a faccia, alla presenza del vice sindaco di Aulla, Roberto Cipriani, e dell'assessore comunale Giada Moretti, fra una dozzina di No Costa e alcuni esponenti di Gaia spa, la società interamente pubblica che gestisce acquedotti e risorse idriche. Il secondo confronto-scontro ha riguardato, ancora una volta, le vasche di raccolta delle acque meteoriche della ditta Costa, giudicate inadeguate dai No Costa, e l'eventuale interferenza delle acque di dilavamento dei rifiuti, lavorati nel piazzale dell'azienda, coi pozzi di captazione dell'acqua potabile. Ed è stato a metà dell'incontro, svoltosi presso la sala giunta del palazzo comunale aullese, che il dottor Marcucci di Gaia spa si è alzato dalla sua sedia, minacciando di andarsene se i toni del leader storico dei No Costa, Walter Moretti, non fossero cambiati. Alla fine Marcucci non abbandonava la riunione e questa poteva proseguire. Prima di questo episodio, spia di una tensione sempre strisciante attorno all'azienda di lavorazione dei rifiuti, che opera ad Albiano Magra da più di 20 anni, l'incontro si era aperto con una domanda precisa da parte di Moretti ai tecnici di Gaia spa: «Su tutte le analisi delle acque fatte da Costa, vostre interne e dell'Asl, in fondo c'è scritto che il campione è conforme alle leggi. Le uniche due analisi senza questa frase sono quelle di gennaio 2017 e luglio 2017. Perché non lo avete messo?». A replicare a Moretti era il dottor Degli Innocenti, il quale sottolineava che «dalle analisi fornite da un laboratorio certificato non emergono anomalie. È tutta burocrazia, le analisi sono state fatte e il campionamento rispetta i limiti di legge. Gliele rimanderemo e vedremo se aggiungeranno la frase». Sulla quantità e qualità delle piogge, Marcucci si assumeva l'impegno di chiedere un approfondimento alla ditta Costa, con Cipriani che interveniva: «Va tutelata la salute, con la massima attenzione alla comunità, quindi approfondite bene questo aspetto». La parola tornava nuovamente a Moretti: «L'acqua non viene depurata, ma buttata nel fiume dal depuratore, non a monte dei pozzi. Quindi, se c'è una esondazione dalle fogne a ridosso dei pozzi dell'acqua potabile, se l'acqua si infila, fa presto a inquinare. Spesso c'è un lago, a ridosso dei pozzi e quando piove, tutta l'acqua del paese va lì. Quanto alle prescrizioni, un ingegnere dice che Costa ha ottemperato, ma senza riferirsi al progetto, senza dettagli, quando quello che occorre è un collaudo» aggiungeva Moretti.

«Noi vogliamo - ribatteva Degli Innocenti - analisi chimiche delle prime e delle seconde piogge, e anche i volumi, che possono mettere in crisi l'impianto di depurazione e fognario. Dobbiamo verificare che i nostri impianti non subiscano danni e sono loro che devono trovare una soluzione definitiva per allontanare le acque dilavanti, che devono portare lontane dai nostri pozzi e stanno facendo un ulteriore progetto. La Regione Toscana ha detto che sono acque non contaminate e voglio fare notare che noi esprimiamo un parere, poi sono gli enti preposti a decidere».

Moretti non ci stava: «Qui parliamo di acque che vanno a contaminare i pozzi, le acque sono contaminate. Siamo sicuri che il terreno attorno non sia contaminato?».

«Da due anni - rispondeva Degli Innocenti - stiamo discutendo per far allontanare oltre i duecento metri noi e loro, affinché la ditta Costa vada per conto suo, eliminando autonomamente le sue acque». A concludere era Moretti, secondo il quale «Costa deve mettersi in regola per non creare danno alle persone».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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