Gioco
È la fascia tra i 60 e i 70 anni la più colpita
E in Toscana solo Prato e Firenze hanno il registro dei tumori che “fotografa” la malattia
MASSA. Chi vive in questa provincia ha la sensazione che all’ombra delle Apuane i tumori siano di più: più persone colpite, cancri più violenti, mortalità più alta. E neoplasie più diffuse tra i giovani rispetto ad altri territori. Andrea Mambrini, che dirige l’oncologia, ammette che l’incidenza (i nuovi casi di tumore ogni anno) è tra le più elevate (leggi articolo sopra), esclude però che a Massa Carrara il cancro sia più diffuso che altrove anche tra i giovani e i giovanissimi: «Siamo in linea con le medie» - sintetizza. Riconosce, però, che le abitudini di vita poco sane sono purtroppo diffuse anche nella popolazione tra i 18 e i 25 anni con il rischio che quelle abitudini siano confermate nell’età adulta: «Sono moltissimi i fumatori in questa provincia - il primario fa il punto - e purtroppo sono molti anche tra i giovani». Con la possibilità che aumenti per loro, in futuro, il rischio tumore.
La fascia più colpita dal cancro è, come nel resto di Italia, quella tra i 60 e i 70 anni. A livello nazionale i tumori sono in calo, per incidenza (numero di nuovi casi) e per tasso di mortalità. In controtendenza il cancro al pancreas e il melanoma. Aumenta, purtroppo, anche il tumore al polmone che colpisce frequentemente in terra apuana.
Certo è che per una fotografia rappresentativa è indispensabile il registro tumore che a Massa Carrara non è mai stato istituito. Non qui, non nella maggior parte delle province toscane: «Il registro tumori in Regione è presente soltanto a Firenze e Prato. In Italia - a fare il punto è il direttore Andrea Mambrini - esistono 47 registri tumori, prevalentemente al Nord».
I dati - e le conseguenti statistiche sul cancro - sono ricavati, come ribadisce lo stesso primario, dalle schede di dimissione. Dai registri di anatomia patologica. Non c’è, quindi, il registro tumori, nè l’accuratezza che quel registro garantirebbe, ma rimangono comunque affidabilità e attendibilità del dato. Come sottolinea il dottor Mambrini.
Prossimo passo, quindi, l’istituzione di un registro che consenta, nel rispetto della normativa sulla privacy, di focalizzare lo stato di fatto: numero di persone malate di tumore e dati correlati. Per una fotografia quanto più vicina al reale.
(c.s.)
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