Il Tirreno

Candidati a fare il sindaco e quasi tutti nemici di Gaia

di Camilla Palagi
Candidati a fare il sindaco e quasi tutti nemici di Gaia

Durante il confronto promosso da “Acqua alla gola” solo Volpi difende il gestore Assente Bondielli, “sostituita” la Mencarelli e Cavazzuti lascia il tavolo

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di Camilla Palagi
MASSA. Sette minuti per parlare di acqua e di una gestione ideale che accontenti i cittadini. Sette minuti per convincere i presenti che il proprio nome e cognome è quello da barrare con una x dentro la cabina elettorale. Sette minuti per guardare occhi negli occhi gli avversari politici che il 10 giugno concorreranno per le elezioni amministrative. Cronometri alla mano e orecchie spalancate all’incontro di martedì sera nelle stanze di Villa Rinchiostra, organizzato dal comitato Acqua alla Gola e dal comitato contro la discarica Cava Fornace, per parlare di uno dei temi più scottanti di questa campagna elettorale: la gestione dell’acqua pubblica.

Riuniti attorno ad un tavolo e con gli occhi puntati di un centinaio di persone – altrettante sono quelle rimaste fuori dalla sala per esigenze di spazio – quasi tutti i candidati sindaco di Massa hanno preso parte all’evento.

Sala gremita, martedì, e qualche assente: manca il candidato alla carica di sindaco per il Partito Comunista, Marco Bondielli. Manca l’unica candidata donna in corsa, la pentastellata Luana Mencarelli, sostituita dal militante del Movimento Cinque Stelle, Paolo Menchini. E abbandona il tavolo di confronto a pochi minuti dall’inizio il candidato sindaco di Potere al Popolo, Nicola Cavazzuti. Restano seduti fino al termine della discussione il sindaco in carica, Alessandro Volpi (Pd, Articolo Primo, liste civiche); Francesco Persiani (Fi, Lega, Fratelli d'Italia, Popolo Famiglia, Persiani Sindaco); Andrea Biagioni (Area 2018); Francesco Mangiaracina (Tutto per Massa e Casa Pound); Lorenzo Pascucci (Massa Libera); Sergio Menchini (liste civiche) e Pierpaolo Bertilorenzi (lista civica Punto Zero). Sul tavolo di confronto oltre agli appunti dei partecipanti ci sono 20 mila firme di cittadini massesi piuttosto arrabbiati per la gestione del settore idrico da parte di Gaia S.p.a. Le critiche alla società non sono dunque mancate: «un carrozzone» - l'ha definito il candidato Sergio Menchini, «una società delle banche» - dice il candidato Francesco Mangiaracina, «stiamo regalando acqua alla Solvay di Livorno» – è intervenuto il candidato Andrea Biagioni.

I presenti mormorano e a tratti interrompono i setti minuti concessi ai candidati. In fretta l'incontro si trasforma in un processo al gestore idrico, dove il solo ad assumere una posizione differente rispetto agli altri è il sindaco Alessandro Volpi. «Sono nella scomoda posizione di difendere Gaia perché credo che ad oggi non ci siano alternative migliori» - interviene. Scoccano le scintille fra Volpi e Persiani quando si scende un po' più sul tecnico. Il primo apre all'ipotesi di rendere Gaia un'azienda speciale, «un percorso fattibile» dice il sindaco. Il secondo sostiene che «il tempo è finito e serve la volontà politica per uscire da Gaia». Il candidato Pascucci afferma di voler andare a cercare i due terzi di azionisti necessari per modificare lo statuto della società. Il pentastellato Paolo Menchini lancia un appello ai cittadini di Massa, «Carrara sta aspettando voi per modificare la legge 69». Bertilorenzi, infine, assicura che con lui «si uscirà subito da Gaia».

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