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Matteo Mastrini: «Ospedali lunigianesi in vera emergenza»

Matteo Mastrini: «Ospedali lunigianesi in vera emergenza»

TRESANA. Matteo Mastrini, sindaco di Tresana, si lancia in un’analisi approfondita della sanità lunigianese, individuando le carenze e le criticità e proponendo alcune soluzioni.«I segnali che...

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TRESANA. Matteo Mastrini, sindaco di Tresana, si lancia in un’analisi approfondita della sanità lunigianese, individuando le carenze e le criticità e proponendo alcune soluzioni.

«I segnali che arrivano dal territorio e dal personale - afferma Mastrini - fanno emergere una situazione di emergenza rispetto ai due ospedali lunigianesi. In tal senso è di buon auspicio la mozione approvata dal consiglio regionale il 13 febbraio e che vuole essere uno stimolo per analizzare e rafforzare, laddove sia possibile e ci siano le condizioni, le situazioni di criticità che in qualche maniera e per vari motivi non sono state risolte. La mia mozione è a sostegno del potenziamento dei presidi ospedalieri di Fivizzano e Pontremoli: se i sindaci vorranno potrà essere discussa ed emendata in maniera condivisa». Riflessioni anche sulle condizioni del personale che lavora nelle strutture lunigianesi: «Negli ultimi anni c’è stato un indebolimento, un ridimensionamento dei presidi sanitari della Lunigiana e dell’offerta sanitaria. Molti segnali sono giunti non solo da forze politiche e sindacali, ma anche da associazioni e comitati evidenziando carenze significative sulle scelte adottate. Le strutture ospedaliere della Lunigiana denotano infatti una forte mancanza di personale: dai dati si evince che all’ospedale di Pontremoli i ricoveri e la mole di lavoro non sono diminuiti mentre il personale è carente e i pensionati non sono stati sostituiti. I medici non accedono a ferie per mancanza di personale: in alcuni casi arrivano ad effettuare anche tredici reperibilità notturne mensili. Il loro lavoro è delicato, ma in queste condizioni è contraddistinto dalla preoccupazione di non riuscire ad assolverlo nel migliore dei modi. Nonostante queste condizioni - prosegue Mastrini - sono riusciti a far raggiungere all’azienda gli obiettivi prefissati».

Poi il punto sugli edifici che secondo il sindaco richiederebbero «ristrutturazioni edilizie, antisismiche, antincendio, per le attrezzature, le reti informatiche e l’abbattimento delle liste di attesa: questioni datate e mai risolte. Altro elemento di valutazione è che per il personale, che non risponde agli input dati dall’azienda, viene spesso scelta come zona di assegnazione la Lunigiana. Viene segnalato che i medici non possono usare i mezzi dell’azienda per trasferirsi in Lunigiana e quindi gli spostamenti gravano sulla loro economia». Anche i trasporti sono nel mirino: «La mancanza di uniformità del trasporto tra il Noa e la Lunigiana è stata oggetto di una delibera della giunta regionale che assegnava risorse al trasporto pubblico locale, prima di questa c’erano state altre due delibere in materia intervallate da un dibattito. Questi problemi di collegamento tra il Noa e gli Ospedali della Lunigiana conducono le persone a smettere di rivolgersi alla sanità pubblica e a rivolgersi ai privati». Infine Mastrini richiede una riorganizzazione in ottica di emergenza-urgenza, rispondente a logiche di vicinanza geografica per una risposta più repentina: «È importante salvaguardare le aree periferiche e il riconoscimento di ospedali di area disagiata è possibile. I sindaci fanno sportello con gli utenti tutti i giorni. Chiediamo di tenere conto di questa mozione nell’ottica di poter integrare la classificazione dei presidi ospedalieri, con riferimento anche alla risposta dell’emergenza-urgenza, tenendo conto del bacino di riferimento e di bloccare il percorso di depotenziamento e smantellamento della sanità lunigianese. Vorrei che fosse uno strumento per aprire una discussione e lavorare quotidianamente per non rivederci solo tra mesi senza aver concluso niente».

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