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alla residenza madre cabrini 

Apre un centro d’eccellenza per i problemi alimentari

Apre un centro d’eccellenza per i problemi alimentari

PONTREMOLI. È stata inaugurata ufficialmente sabato mattina presso la residenza Madre Cabrini un Centro per la cura dei Disturbi dei Comportamenti Alimentari (Dca).Un centro d’eccellenza che non ha...

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PONTREMOLI. È stata inaugurata ufficialmente sabato mattina presso la residenza Madre Cabrini un Centro per la cura dei Disturbi dei Comportamenti Alimentari (Dca).

Un centro d’eccellenza che non ha uguali nella nostra Regione e che rappresenta un presidio all’avanguardia per il trattamento e la cura dei disturbi del comportamento alimentare, sempre più diffusi sul territorio nazionale. Come del resto dimostrano i numeri: in Italia sono oltre 3 milioni di persone a soffrirne. Nell’85% dei casi si tratta di donne adulte, adolescenti e bambine. Negli ultimi anni il fenomeno si è esteso anche agli uomini (circa il 20%). Oltre l’80% di chi ne soffre è stato vittima di maltrattamenti.

Il Centro riabilitativo per i disturbi del comportamento alimentare e del peso pontremolese potrà contare sulla supervisione scientifica di Laura Dalla Ragione, psichiatra e psicoterapeuta, responsabile del Centro disturbi del comportamento alimentare di Todi. La dottoressa Dalla Ragione ha evidenziato come i disturbi del comportamento alimentare costituiscano una patologia emergente che si sta diffondendo con notevole rapidità, a fasce sempre più ampie di popolazione.

Disturbi caratterizzati da atteggiamenti alimentari sbagliati, causati da un’alterazione del rapporto che la persona ha nei confronti del proprio corpo e del cibo. A regime è previsto che nei locali del Residence Cabrini, possano funzionare quattro moduli da 12 posti letto cadauno. Questi, in aggiunta ad un reparto per la riabilitazione degli affetti da disturbo dell’alimentazione incontrollata, si occuperanno di anoressia, bulimia e binge-eating (cioè il disturbo da alimentazione incontrollata caratterizzato da ingestione compulsiva di alimenti) e vedranno la presenza di personale altamente qualificato che si è formato in un apposito corso tenutosi nel corso del 2017 all’interno dello stesso Residence Cabrini.

Il progetto richiede infatti l’assunzione di personale per 58 unità: 6 psicologi, 4 fisioterapisti, 6 tecnici della riabilitazione psichiatrica o educatori professionale,16 infermieri, 16 Oss-Osa, 4 cuoche, 6 operatrici generiche. Un nuovo servizio sanitario che oltre ad aprire nuove opportunità terapeutiche, porta anche nuovi posti di lavoro in territorio che davvero ha bisogno di una spinta sul piano occupazionale.

Al taglio del nastro della nuova struttura erano presenti il vicesindaco di Pontremoli, Manuel Buttini, il consigliere regionale Giacomo Bugliani e il sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri. Bugliani ha evidenziato come il nuovo centro rappresenti «un punto di riferimento importante per la prevenzione e la cura delle problematiche collegate all’alimentazione che si sta affermando ben oltre i confini del nostro territorio».

Il Sottosegretario ha preso poi la parola nel corso del convegno che si è tenuto all’interno del Residence e ha dichiarato: «Tra i disturbi della nutrizione e della alimentazione, i disturbi del comportamento alimentare rappresentano una delle più frequenti cause di disabilità giovanile e a essi si associa un rischio elevato di mortalità. Per queste ragioni è fondamentale una attività di prevenzione, in qualunque fascia di età in modo da diagnosticare il disturbo con tempestività evitando che si cronicizzi comportando problematiche importanti. E’ altresì importante che i genitori o i familiari di chi soffre di un disturbo dell’alimentazione abbiano degli strumenti a disposizione per aiutare meglio i propri figli. Conoscere la malattia, comprenderla nelle sue caratteristiche e nella sua evoluzione è un passo indispensabile».

«La famiglia – ha concluso Ferri - insieme al paziente che soffre di disturbi del comportamento alimentare, è da considerarsi spesso una vittima della malattia e delle sue conseguenze. I familiari, vanno, pertanto, sostenuti, coinvolti e aiutati e sono una risorsa indispensabile nel programma terapeutico». (r.s.)

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