Gioco
Ma il registro tumori ancora non c’è
Le statistiche elaborate riguardano le morti e non i nuovi casi ogni anno
MASSA. Si chiama Ispro (Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica) ed è nuovo nuovo. È natoa gennaio grazie alla legge regionale 74 del 14 dicembre 2017. L’istituto ha personalità giuridica, è un ente del sistema sanitario regionale. Ha assorbito funzioni e ruoli dell’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica, il vecchio Ispo e dell’Istituto Toscano Tumori (l’Itt). L’Ispro - spiega Gianni Amunni che lo dirige - «promuove, misura e studia azioni di prevenzione. Organizza e coadiuva in rete i percorsi di diagnosi e di cura e coordina programmi di ricerca». Lavora con un comitato scientifico e un comitato strategico che mette intorno allo stesso tavolo tutti i direttori generali delle aziende sanitarie permettendo così l’assunzione di scelte condivise e responsabilità collettiva. Ma il tema vero, in ambito di tumori e statistiche - ed è emerso con chiarezza durante il convegno di ieri - è quello del reperimento dati. Tema che si lega a doppio filo a quello del registro dei tumori. Che a casa nostra, in provincia, nell’ex Asl Massa Carrara, non c’è. Il registro raccoglie, analizza, archivia tutti i dati sulle persone affette da tumore consentendo studi statistici e premettendo l’individuazione dell’incidenza. Tradotto: dei nuovi casi di tumore ogni anno, distinti per aree e tipologia.
La Toscana si è messa al lavoro per creare il registro regionale nei primi anni 2000, ma a complicare le cose ci ha pensato la legge sulla privacy che tutela i dati sensibili dei cittadini tra cui, appunto, quelli che riguardano la salute. Nel 2013 l’empasse è stato superato. È infatti sui dati del 2013 che si sono concentrate le ricerche e gli studi di Ispro. Per quell’anno, però, l’istituto non ha potuto documentare i nuovi casi, non avendo numeri relativi all’anno precedente, ha quindi fotografato lo stato di fatto. Vale a dire: il numero di persone con patologia tumorale. Sono già in lavorazione i dati del 2014 e del 2015 che potranno consentire una verifica sull’aumento o la diminuzione dei nuovi casi oltrechè sulla mortalità. Sempre che il registro sia istituito - l’istituzione ha un costo non irrilevante - anche in terra apuana consentendo non solo lo studio sulla mortalità, ma anche sull’incidenza. (c.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
