La protesta
Sviluppo e urbanistica Adesso Pontremoli ha il piano comunale
Approvato dal consiglio il nuovo Poc. Ora è esecutivo Ma l’opposizione contesta: mancano idee per il rilancio
PONTREMOLI. Stavolta è davvero finita: con l’approvazione mercoledì pomeriggio da parte del consiglio comunale, il Piano Operativo Comunale (a tutti ormai noto come Poc) è ora finalmente esecutivo. Il Poc (che in pratica è il vecchio regolamento urbanistico) è un atto di grande importanza per il futuro della città visto che si tratta dello strumento che, assieme al piano strutturale, andrà a disciplinare la conservazione, lo sviluppo e la riqualificazione di Pontremoli per i prossimi anni.
Il sindaco, Lucia Baracchini e l’assessore all’urbanistica, Michele Lecchini, hanno voluto ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile portare in fondo l’importante lavoro che, considerando anche la fase di stesura del Piano Strutturale, ha avuto inizio ormai da quasi dieci anni. Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’ex vicesindaco, Piercamillo Cocchi, che si è impegnato per lunghi anni in prima persona per portare avanti il progetto. Un cammino complesso anche perché in corso di approvazione è stata modificata la Legge regionale dell’Urbanistica ed è risultata fortemente restrittiva rispetto alla precedente rivedendo radicalmente il rapporto tra Ps e Poc.
«Questa legge – ha esemplificato il sindaco – è stata pensata più per le aree metropolitane già densamente urbanizzate che non per territori montani o comunque di piccole realtà come quella lunigianese». Sulle tematiche del Poc si è poi soffermato a lungo l’architetto Raimondo Gramigni, che con il suo studio ha curato la parte tecnica della compilazione del Piano. In particolare ha riassunto quali sono state le ultime fasi dell’iter burocratico dell’approvazione Poc dopo che, ad agosto 2017, il consiglio aveva approvato le controdeduzioni dell’amministrazione alle osservazioni pervenute a seguito dell’adozione del Piano. Poi la palla era passata alla Regione con la partenza del procedimento di conformazione del Poc al piano di indirizzo territoriale. E qui Gramigni nota con dispiacere le lungaggini della burocrazia trovate a Firenze (aspetti sottolineati anche dal sindaco che ha parlato di veri e propri “scontri”) che hanno fatto sì che tra settembre ed aprile ci siano state tre confronti con una dilatazione dei tempi indipendente dalla volontà dell’amministrazione pontremolese. Rispetto al piano approvato nell’agosto 2017, nella nuova versione, in base alle indicazioni giunte da Firenze, le differenze - sottolinea Gramigni - sono davvero minime. «Una diminuzione di terreno edificabile di 250 mq». Tre le aree in cui ci sono stati questi cambiamenti: alla SS.Annunziata, in via del Seminario e nella zona del distributore della Purfina. La discussione è poi scivolata sul versante politico con l’intervento delle opposizioni: prima della consigliera di “Open Pontremoli”, Elisabetta Sordi, che ha sottolineato come dal punto di vista tecnico il lavoro sia “ineccepibile” ma che manchi dietro a questo una visione politica ed un indirizzo di sviluppo da parte dell’amministrazione. Non ci sarebbero quindi “idee forti” per rilanciare la città, specie pensando che l’edilizia è in profonda crisi. Mancano anche progettualità per il centro storico, troppo vincolato da “lacci e lacciuoli” mentre basterebbe un po’ di elasticità per permettere agli abitanti di fare piccole migliorie che permettano l’aumento del valore dell’immobile. Sulla stessa linea d’onda anche il capogruppo de “L’altra Pontremoli” Umberto Battaglia che parla di “un piano asfittico” in cui mancano indicazione precise su come modificare il tessuto urbano. E che, tra le righe, vede il rischio di un’eccessiva possibilità di nuova edificazione . Affermazioni a cui ha replicato lo stesso Gramigni secondo cui il nuovo Poc prevede meno metri quadrati tra nuova edificazione e recupero; 32.950 metri quadrati tra nuova edificazione (10.580) e recupero (22.370), con un calo complessivo rispetto al Piano precedente di 8.180 mq. Mentre sul piano politico la risposta del capogruppo di maggioranza Jacopo Ferri ha voluto evidenziare come «non sia mancato il coraggio, e questo Poc è figlio di un sano realismo e di serietà. Facendo quello che era possibile data la situazione della legislazione regionale». Il Poc è stato poi approvato con il solo voto favorevole della maggioranza e con il voto contrario dei quattro consiglieri di minoranza.
Riccardo Sordi
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