Il Tirreno

I Radicali apuani sono in lista con il Pd

MASSA. Alessia Giacobbi e Carlo Del Nero sono candidati come Radicali, esponenti dell’Associazione ALTernativa RAdicale, nella lista del Partito Democratico.«Un quarto di secolo fa - scrivono i due...

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MASSA. Alessia Giacobbi e Carlo Del Nero sono candidati come Radicali, esponenti dell’Associazione ALTernativa RAdicale, nella lista del Partito Democratico.

«Un quarto di secolo fa - scrivono i due candidati - i radicali avevano individuato, fra i tanti, un obiettivo particolarmente chiaro: un sistema elettorale maggioritario che portasse ad un bipartitismo maturo, con partiti democratici, inclusivi, che funzionassero come un coro a più voci che trova la sintesi più alta per il bene del Paese. Sappiamo che in questi 25 anni la partitocrazia ha ostacolato in ogni modo questo percorso. Così il sistema è sprofondato nella sua più grave crisi. Certamente il Pd - continuano - attraversa un momento difficile, ma se fosse la crisi di un solo partito non ci spiegheremmo perché proprio adesso, proprio dopo governi che hanno comunque realizzato riforme importanti, e non ci spiegheremmo neppure i comportamenti così balbettanti dei vincitori. Noi riteniamo che questa non sia la crisi di un partito, ma dell’intero sistema. Riteniamo però che proprio dalla crisi più profonda possa prendere le mosse un cammino nuovo. Se il Pd ha rinunciato alla sua vocazione maggioritaria, noi vogliamo riproporla con forza, unita alla nostra idea di Partito che non esclude nessuno. Per questo noi Radicali apuani abbiamo scelto di schierarci questa volta col Pd. Il Pd dovrà cambiare, noi stessi dovremo cambiare, ma senza rinunciare ai nostri obiettivi e ai nostri ideali... Le elezioni del 10 giugno - scrivono Del Nero e la Giacobbi - sono certo amministrative, ma un risultato utile di questa proposta andrebbe ben al di là dei confini comunali, di questo ne siamo convinti, e potrebbe essere un esempio da seguire. Ci illudiamo? No, siamo consapevoli che la scommessa è rischiosa, ma sappiamo anche che ogni altra alternativa non è che il prolungamento dell’agonia di un Paese».

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