Il Tirreno

Avenza ricorda le bombe del ’44

Avenza ricorda le bombe del ’44

I parenti hanno portato una corona per i caduti. Presente il sindaco De Pasquale

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CARRARA. Una cerimonia sobria e sentita quella per ricordare il 74° anniversario dei bombardamenti su Avenza, che il 12 e il 22 maggio del 1944 causarono la perdita di 52 vite umane, con altre cinquantasei ferite e danni agli edifici circostanti, tra cui la scuola per l'avviamento professionale. Alle dieci è stata deposta una corona d'alloro alla lapide presente all'interno del parco "Ragazzi del 44'" di via Campo d'Appio, intitolato proprio a queste vittime. Ad aprire la cerimonia il suono della tromba che ha intonato le note del "Silenzio", quindi dopo una decina di secondi di silenzio la corona è stata posizionata ai piedi della lapide. Presenti i gonfaloni dell'Anpi, della provincia di Massa-Carrara (che ha patrocinato l'evento), della Regione e del Comune di Carrara. Presenti anche le bandiere degli alpini e dell'associazione nazionale dei marinai d'Italia.

Il sindaco Francesco De Pasquale ha partecipato in fascia tricolore in rappresentanza dell'amministrazione, attorniato da tutti i rappresentanti delle forze dell'ordine. Per la Pro Loco Avenza sulla Francigena c'era invece Pietro di Pierro, mentre a don Marino, il parroco di Avenza, il compito di benedire la lapide con l'acqua benedetta. Ma c'erano anche i bambini della quinta A della scuola Finelli, e i ragazzi della Terza B della Leopardi accompagnati dagli insegnanti, e naturalmente un gruppo di rappresentanti dei parenti delle vittime. Persone non giovanissime ma con una grande voglia di partecipare e testimoniare gli orrori della guerra.

A loro come sempre il compito di portare una corona di fiori alla seconda lapide in memoria di questo bombardamento. Una corona autofinanziata dagli stessi parenti. La lapide in questione è situata all'interno del cortile dell'antistante Asl, dove tutta la delegazione i è trasferita per la seconda parte della commemorazione.

Durante la cerimonia è stata letta da Ennio Cenderelli dell'associazione nazionale alpini, una lettera scritta da una parente di una delle vittime, in cui ha ripercorso alcuni momenti di questa terribile tragedia. (a.p.)

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di Redazione web