Gioco
«Tutto ci ricorda ancora il nostro splendido Alessio»: un anno fa il sedicenne carrarese moriva investito
Il pirata della strada ha patteggiato 4 anni e sei mesi. La zia Monica: «Uno schiaffo morale»
CARRARA. È una ferita che non si rimargina, la perdita di Alessio Zanetti. Un fiore reciso, come era stato detto in occasione della consegna delle borse di studio in sua memoria consegnate nel marzo scorso al liceo classico Repetti. Proprio oggi, 18 maggio, è un anno da quando Alessio morì, travolto da un pirata della strada mentre tornava a casa, a Battilana. Alessio aveva solo 16 anni, era un ragazzo speciale: sapeva distinguersi perché era brillante, ma aveva anche una sensibilità e una maturità straordinarie.
Quella mattina dello scorso marzo, alla cerimonia di consegna delle borse di studio, erano presenti la mamma di Alessio, Cristina Francesconi, e il papà Giampiero Zanetti. Ed era stato ricordato che la borsa di studio, grazie ai contributi arrivati, ha già un plafond per almeno cinque anni, ma l’auspicio è quello di prorogarla. Era stato anche proiettato un video realizzato dei compagni di Alessio. Dapprima la voce fuori campo di una ragazza aveva descritto un ricordo particolarmente vivido di lui che saliva per la prima volta in motorino con un amico, stringendolo forte a sé; poi una carrellata di foto con gli amici, intervallate dalle battute di Alessio: "Cosa fanno due nuvole in un conflitto? Una guerra lampo", "Come rifiuta un cervo? Dai-no". Cristina, mamma di Alessio, si era rivolta agli studenti: «Grazie per essere tutti presenti, non sapete quanto ci siate stati vicini. Vorrei ringraziare gli enti e i privati che hanno contribuito a realizzare questo progetto, nonché il preside e i professori per il loro impegno. E i ragazzi, che ci sono stati sempre accanto, come immaginiamo che Alessio abbia fatto con voi».
Adesso, in occasione dell’anniversario, è la zia Monica Francesconi a intervenire; innanzitutto, ricorda che domenica mattina alle 9 ci sarà una messa in suffragio nella chiesetta di Battilana.
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«Anch’io, a nome della famiglia di Alessio, torno a ringraziare la scuola, il liceo classico Repetti: la scuola è stata meravigliosa. È stato bello che la borsa di studio non sia stata e non sarà solo per meriti scolastici, ma anche per la capacità di rapportarsi con gli altri, per il carattere, perché anche queste erano caratteristiche speciali di Alessio. Che sapeva conciliare studio, visto che fra l’altro fu premiato per un campionato d’inglese alla memoria, con la simpatia e l’umanità. Non lo diciamo solo noi, lo dicevano tutti, ed era proprio così». È passato un anno, ma il dolore e la commozione sono intatti: «E sarà sempre così - sospira zia Cristina - però ci conforta l’amore che ha lasciato Alessio. E ci teniamo a ringraziare anche lo staff medico e paramedico e gli psicologi del Noa, sempre ci sono stati vicini, prima, durante e dopo questo doloroso dramma, e Amia e Apuafarma, sempre vicini a noi familiari, come tutta Battilana. Ringrazio ancora l’ex sindaco Angelo Zubbani, era lui in carica, ci volle incontrare, venne anche in ospedale con l’allora presidente di Apuafarma Fabrizio Volpi. Sentimmo la vicinanza, poi ci tenne a premiare la memoria di Alessio con una medaglia al valore civile. Sono tutti attestati, ricordi, emozioni, che abbiamo presenti tutti i giorni, tutto ci ricorda Alessio. Non può essere altrimenti».
Per quell’investimento, fu arrestato il conducente dello scooter Michele Agostini, 37 anni di Bedizzano; era fuggito dopo aver travolto Alessio, si era nascosto a casa. Fu grazie alla capacità investigativa della polizia municipale e dei carabinieri che fu trovato; ad Agostini la pm Roberta Moramarco contestò le accuse di omicidio stradale e di fuga dopo l'incidente. La famiglia di Alessio in questa delicata vicenda è stata assistita dall’avvocato Giuseppe Del Papa, legale di parte civile; Agostini è invece difeso dagli avvocati Luca Pietrini e Alessandro Maneschi.
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Inizialmente, per il trentasettenne erano stati disposti i domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico. Agostini aveva confessato, dopo l’arresto: «Ho avuto paura, per questo sono scappato».
Successivamente, Agostini aveva patteggiato la pena di quattro anni e sei mesi. Pena che sta scontando ai domiciliari.
«Le sentenze, come si dice, si rispettano - aggiunge zia Monica - però lasciatemelo dire che c’è grande amarezza. Niente e nessuno ci restituirà Alessio, però insomma, una simile pena c’è sembrato uno schiaffo morale».
D’altra parte, di fronte a un omicidio colposo, quelli sono i parametri, a meno che non ci siano altri tipi di aggravanti.
Alla famiglia, che domenica ricorderà Alessio, restano anche i filmati girati insieme ai compagni di scuola, e caricati su youtube. Scenette, dei veri e propri atti unici, spassosi, in cui si mettono in ridicolo il giocatore di carte, lo stereotipo del macho o quello del casanova.
Alessio per i suoi compagni era anche il "capitano", soprannominato così in quanto capoclasse. Il «tuo popolo», avevano scritto i suoi compagni del ginnasio sullo striscione all’esterno del Noa, poi portato anche alla chiesa di San Pietro per i funerali, perché da rappresentante Alessio li chiamava «popolo» quando era in buona e «plebei» quando lo facevano arrabbiare. E ai funerali, si erano tutti vestiti eleganti, come amava fare Alessio. Un ragazzo che conquistava e incantava, come fu detto l’anno scorso, che regalava le rose bianche alle amiche e i biscotti agli amici, dotato di una penna elegante capace di imprimere le emozioni su fogli di carta. Un ragazzo che manca alla sua famiglia, alla sua scuola, alla comunità di Battilana ma anche a tutta la città, che ha perso un giovane sensibile e che avrebbe senz’altro reso migliore la nostra Carrara.
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