Il Tirreno

Paga la porchetta con l’assegno a vuoto

Paga la porchetta con l’assegno a vuoto

L’accusa è di aver utilizzato un blocchetto smarrito da una donna per fare acquisti

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CARRARA. Una porchetta da 5900 euro e un assegno scoperto. Per questo è finito a processo l’amministratore di una ditta modenese, la Norcom srl. Si tratta di un ordine che era stato fatto ma che non ha mai visto la ditta produttrice, la Squisita, ottenere il denaro per la porchetta recapitata.

Invia gli assegni e fuggi, insomma. La denuncia parte dalla signora Desirè Scuotto, che denuncia lo smarrimento di un bloccheto degli assegni. Lo stesso dal quale sarà staccato quello usato per pagare la porchetta. Una bella quantità, visto che con 5900 non se ne compra di certo poca.

Sul banco dei testimoni siede un rappresentante di prodotti che ha avuto spesso a che fare con la ditta in questione. «Ordini ne ho ricevuti molti dalla ditta, molti assegni sono passati. Riguardo a quello in questione non sono stato materialmente a darlo alla ditta la Squisita ma gli è stato girato. Certe volte dalla Norcom gli asssegni partivano, altre volte li consegnavano a mani i dirigenti e altre ancora me li davano brevi manu. In questo caso è stato recapitato diversamente».

L’accusa per il dirigente Davide Roda è di ricettazione. Infatti quel particolare assegno apparteneva al blocco di assegni della signora Scuotto, che ne aveva appunto denunciato lo smarrimento. L’ipotesi della procura è che se ne siano appropriati per poi pagare una serie di ordini senza doverci rimettere di tasca propria.

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