Gioco
Ma gli infortuni in cava non sono mai diminuiti
Le statistiche Inail in provincia segnalano un numero di incidenti stabile dal 2012 Massa-Carrara fa registrare il 50% del dato regionale, 57 casi denunciati nel 2016
CARRARA. Dai dati sugli incidenti sul lavoro emerge un dato incontrovertibile: la situazione sicurezza è critica e non pare migliorare nel corso del tempo.
Se c’è un indicatore che fa da barometro di quel che succede in cava quello è il numero di incidenti sul lavoro. Non quello dei morti, che nel 2017 sembrava volgere al bello quando finalmente il sangue dei lavoratori non aveva macchiato le Apuane. Ma gli incidenti, quelli no, non calano. O meglio, se calo c’è stato, è talmente poco evidente da risultare insignificante.
Si prenda come riferimento l’indicatore messo a disposizione dall’Inail sugli incidenti sul lavoro denunciati. Il dato dice che nel 2016 gli incidenti nel settore B, “Estrazione di minerali da cave e miniere”, sono stati 55 in provincia. Il dato regionale fa registrare un 111. Il 50% degli incidenti insomma avvengono qui. Ma quel che importa è l’andamento di quel dato.
Partendo dal 2012, ultimo anno messo a disposizione dall’archivio aperto dell’Inail, si vede come il dato si sia mantenuto costante. Con un incremento costante fino al 2015, per poi ritornare ai livelli precedenti. 55 gli incidenti nel 2012, 59 nel 2013, 66 nel 2014, 72 nel 2015. Nel 2016, due anni fa, si ritorna a 57.
Due considerazioni. Facendo il paragone con i numeri regionali nel settore, dove ovviamente le Apuane fanno il grosso dei numeri vista la rilevanza del bacino, purtroppo la provincia di Massa Carrara continua a contribuire con la metà degli infortuni al totale.
C’è poi la questione degli incidenti effettivamente registrati. Per far capire cosa s’intende utilizziamo le parole del presidente della Regione Enrico Rossi, ascoltato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro nel giugno del 2016. «Approfondendo più in generale il tema degli incidenti sul lavoro - spiegava in un passaggio il presidente Rossi - è risultato che in cava ogni due giorni si registra un incidente piuttosto grave segnalato all’Inps e qualche incidente, altrettanto grave, si registra nelle aziende che lavorano il marmo, dislocate perlopiù in pianura».
Viene da sé che «un incidente ogni due giorni» darà come risultato un numero più alto di quelle cifre attorno ai 50, 60 incidenti l’anno registrate dall’Inail.
Dà da pensare anche il confronto con il dato nazionale del 2015, quando in provincia si segnalò quell’incremento a 72 incidenti sul lavoro in totale. Quell’anno invece, in controtendenza, il dato nazionale era in diminuzione. Ci furono infatti 587 infortuni nel settore delle estrazioni in tutto lo stivale. Quasi un sesto insomma si registraronoa Massa-Carrara.
Spulciando i dati un altro rilievo significativo viene, in ottica regionale, dalle menomazioni che i lavoratori hanno subito a seguito degli infortuni sul lavoro nel 2016.
Per 66 persone che a seguito di un incidente non hanno subito danni permanenti, altri 23 invece hanno avuto delle menomazioni. Solo uno, in una scala da 0 a 100, ha subito menomazioni nella classe 51-85, quasi la più alta, uno nella classe di danno 16-25, sette in quella che va da 6-15 e quattordici nella più bassa, da 1-5. Senza dimenticare che il 2016 è stato l’anno nero con quattro persone che persero la vita nel settore. Poi, sull’onda dell’emozione, partì la task force sugli infortuni congiunta di Asl, Regione e Procura, l’impegno e l’aumento dei controlli. Ma quei numeri, duri come il marmo, si sono fatti appena scalfire. Occorre trovare altre strade.
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