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Timori No Costa: i rifiuti inquinano la falda acquifera di Albiano Magra
«Piove sulla spazzatura accumulata all’aperto, poi l’acqua finisce nel sottosuolo», sostiene il comitato dei cittadini. Gaia Spa ribatte: dilavamento sotto controllo, non c’è contaminazione
AULLA. Hanno paura per la loro salute e per quella dei loro bambini. E per questo chiedono certezze e invocano la chiusura o la delocalizzazione della ditta Costa. Una battaglia che va avanti da anni, in cui i cttadini di Albiano Magra che si battono contro la ditta Costa si fidano poco delle istituzioni. Come è confermato dall’incontro che si è svolto nei giorni scorsi, quando è andata in scena l'ennesima puntata di un rapporto che definire travagliato è un eufemismo.
Una ventina di No Costa ha avuto un faccia a faccia, alla presenza del sindaco e del vice sindaco di Aulla, Roberto Valettini e Roberto Cipriani, con alcuni esponenti di Gaia spa, la società interamente pubblica che gestisce acquedotti e risorse idriche, presso la sala giunta del palazzo comunale di Aulla. Perchè fra le principali preoccupazioni dei No Costa figurano le vasche di raccolta delle acque meteoriche della ditta Costa, giudicate inadeguate, e l'eventuale interferenza delle acque di dilavamento dei rifiuti, lavorati nel piazzale dell'azienda, coi pozzi di captazione dell'acqua potabile. Acque che, secondo i No Costa, potrebbero essere contaminate. Ed è attorno a questi temi che è girato il confronto, anche aspro, di ieri, con il leader storico dei No Costa, Walter Moretti, che incalzava l'ingegner Gianfranco Degli Innocenti di Gaia spa. Ma prima era Cipriani a sottolineare di essere interessato al fatto che “non ci sia alcun rischio connesso all'uso dell'acqua potabile e all'inquinamento delle falde acquifere”, chiedendo rassicurazioni in vista di domani, data in cui la Regione Toscana ha programmato una prima Conferenza dei servizi sull'annosa questione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale della ditta Costa.
Quindi, la parola passava a Moretti, il quale andava subito all'attacco: «Innanzitutto, visto che nessuna risposta in merito è arrivata dalla Provincia di Massa Carrara, le vasche esistono? Inoltre, visto che ci sono dubbi sulla capacità dell'impianto fognario di Albiano Magra, come fa l'acqua che beviamo ad essere buona?»
A quanto pare, in base alla testimonianza diretta di un altro tecnico di Gaia, le vasche ci sarebbero e Degli Innocenti ha sostenuto che la situazione sarebbe migliore rispetto a prima, visto che le acque dilavanti sarebbero state allontanate dai pozzi. Ma su questo ultimo punto Moretti ha dissentito, aggiungendo che il sistema fognario albianese sarebbe inadeguato. Ma è sulla presunta contaminazione delle acque di dilavamento dei rifiuti che lo scontro si è fatto più feroce, con Moretti che accusava Gaia di basarsi su analisi delle acque fornite dalla ditta Costa, mentre Degli Innocenti ribatteva che le acque dilavanti non sarebbero contaminate ed è la Regione Toscana ad avere prorogato l'attività della ditta Costa fino a settembre.
A questo punto la sfida si consumava su alcuni dati delle analisi delle acque e si faceva strada la sensazione fra i No Costa, con qualcuno che lo esprimeva ad alta voce, di trovarsi di fronte al solito rimpallo di responsabilità fra enti. "Come può piovere sui rifiuti ed esservi l'acqua pulita? Pensate ai bambini che bevono l'acqua" esclamava Maria Iose Mannoni dei No Costa. Il tutto mentre interveniva Paolo Mosconi, anch'esso dei No Costa, il quale leggeva un documento di Gaia spa di qualche tempo fa, che attesta che la ditta Costa non dispone dell'autorizzazione agli scarichi. Quindi, in un clima arroventato la riunione si chiudeva e le parti si davano appuntamento per un nuovo faccia a faccia a mercoledì 16 maggio, sempre alle ore 15,30, con Gaia spa che promette di rispondere punto per punto ai No Costa.
Gianluca Uberti
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