La protesta
IL REGOLAMENTO HA I SUOI TEMPI E NON SONO QUELLI ELETTORALI
«Hanno approvato il Ru all’ultimo tuffo perché ci sono le elezioni».Questa lettura, sostenuta in buona fede da molte persone, è esattamente il contrario di quanto successo. Il ru infatti rischiava di...
«Hanno approvato il Ru all’ultimo tuffo perché ci sono le elezioni».
Questa lettura, sostenuta in buona fede da molte persone, è esattamente il contrario di quanto successo. Il ru infatti rischiava di non essere approvato perché la discussione è arrivata troppo vicino alle elezioni. Infatti se la minoranza, dopo aver sostenuto l’adozione, in vista del 10 giugno ha puntato sulle contraddizioni della maggioranza e si è assentata dall’aula in modo sistematico, una parte del centrosinistra, pur dichiarando di volere formalmente arrivare in fondo, ha lavorato per non farlo approvare. In questo senso il percorso politico e amministrativo messo in piedi dalle più serie forze della città ha consentito di migliorare lo strumento per quanto possibile e mettere da parte tensioni e rancori per chiudere nei tempi necessari (che sono quelli della legge e non della politica) l’analisi delle osservazioni. La prova del nove è che 5 Stelle e destra non hanno sollevato particolari critiche allo strumento. L’unico ad entrare nel merito, peraltro in conflitto di interessi, è il candidato che strizza l’occhio a chi magari non ha avuto il terreno edificabile perché il consiglio ha mantenuto la barra dritta sul rispetto dei vincoli idraulici o paesaggistici. Un merito in una città che in passato ha versato troppe lacrime per interventi edilizi a rischio. A corredo del fatto che sia stato un atto coraggioso, necessario e politicamente neutro, provo a dimostrare che approvare un regolamento urbanistico è 1) impopolare 2) un atto con tempi “insensibili” alle elezioni; 3) un passaggio amministrativo necessario alla città e non a qualche cittadino.
1) A Massa nessun organismo elettivo ha mai adottato il ru. Questo perché accontenta qualcuno e scontenta qualcun altro quindi in vista delle elezioni può essere più conveniente stare nel limbo.
2) Il regolamento urbanistico è figlio di scelte previste nel piano strutturale firmato dalla precedente amministrazione che aveva una maggioranza diversa dalla attuale. E va approvato entro luglio pena rischiare di partire da capo. È un caso che l’analisi delle osservazioni abbia coinciso con la fine della legislatura. L’interesse di tutti era terminare prima. Ma è uno strumento molto complesso e si è deciso di discuterlo nella sua completezza in consiglio.
3) Con il ru la nuova edificazione è collegata ad interventi di riqualificazione pubblica molto onerosi, inoltre il dimensionamento è estremamente ridotto rispetto alle previsioni iniziali a scongiurare ipotesi speculative di sorta. Con buona pace di qualche miliardario radical chic. Mentre con il ru si potranno, tra i mille esempi concreti, frazionare gli appartamenti ormai non più funzionali alle esigenze di famiglie che sono passate da 5 persone degli anni 60 alle 2 o 3, ampliare i capannoni in zona industriale, trasformare pienamente in alberghi le colonie... Insomma non è roba da immobiliaristi, ma da artigiani edili.
Lo strumento andrà migliorato e aggiornato prendendo atto delle modifiche al quadro del rischio idraulico possibili a seguito degli interventi eseguiti in questi anni. È uno dei compiti della prossima amministrazione. Perché esiste una necessaria continuità amministrativa, un dover fare, che prescinde dalle date delle elezioni e dai cambi politici ma risponde solo all’interesse del buon funzionamento della città.
*Giovanni Rutili è assessore alle Finanze
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