Il Tirreno

IL REGOLAMENTO HA I SUOI TEMPI E NON SONO QUELLI ELETTORALI

di GIOVANNI RUTILI*
IL REGOLAMENTO HA I SUOI TEMPI E NON SONO QUELLI ELETTORALI

«Hanno approvato il Ru all’ultimo tuffo perché ci sono le elezioni».Questa lettura, sostenuta in buona fede da molte persone, è esattamente il contrario di quanto successo. Il ru infatti rischiava di...

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«Hanno approvato il Ru all’ultimo tuffo perché ci sono le elezioni».

Questa lettura, sostenuta in buona fede da molte persone, è esattamente il contrario di quanto successo. Il ru infatti rischiava di non essere approvato perché la discussione è arrivata troppo vicino alle elezioni. Infatti se la minoranza, dopo aver sostenuto l’adozione, in vista del 10 giugno ha puntato sulle contraddizioni della maggioranza e si è assentata dall’aula in modo sistematico, una parte del centrosinistra, pur dichiarando di volere formalmente arrivare in fondo, ha lavorato per non farlo approvare. In questo senso il percorso politico e amministrativo messo in piedi dalle più serie forze della città ha consentito di migliorare lo strumento per quanto possibile e mettere da parte tensioni e rancori per chiudere nei tempi necessari (che sono quelli della legge e non della politica) l’analisi delle osservazioni. La prova del nove è che 5 Stelle e destra non hanno sollevato particolari critiche allo strumento. L’unico ad entrare nel merito, peraltro in conflitto di interessi, è il candidato che strizza l’occhio a chi magari non ha avuto il terreno edificabile perché il consiglio ha mantenuto la barra dritta sul rispetto dei vincoli idraulici o paesaggistici. Un merito in una città che in passato ha versato troppe lacrime per interventi edilizi a rischio. A corredo del fatto che sia stato un atto coraggioso, necessario e politicamente neutro, provo a dimostrare che approvare un regolamento urbanistico è 1) impopolare 2) un atto con tempi “insensibili” alle elezioni; 3) un passaggio amministrativo necessario alla città e non a qualche cittadino.

1) A Massa nessun organismo elettivo ha mai adottato il ru. Questo perché accontenta qualcuno e scontenta qualcun altro quindi in vista delle elezioni può essere più conveniente stare nel limbo.

2) Il regolamento urbanistico è figlio di scelte previste nel piano strutturale firmato dalla precedente amministrazione che aveva una maggioranza diversa dalla attuale. E va approvato entro luglio pena rischiare di partire da capo. È un caso che l’analisi delle osservazioni abbia coinciso con la fine della legislatura. L’interesse di tutti era terminare prima. Ma è uno strumento molto complesso e si è deciso di discuterlo nella sua completezza in consiglio.

3) Con il ru la nuova edificazione è collegata ad interventi di riqualificazione pubblica molto onerosi, inoltre il dimensionamento è estremamente ridotto rispetto alle previsioni iniziali a scongiurare ipotesi speculative di sorta. Con buona pace di qualche miliardario radical chic. Mentre con il ru si potranno, tra i mille esempi concreti, frazionare gli appartamenti ormai non più funzionali alle esigenze di famiglie che sono passate da 5 persone degli anni 60 alle 2 o 3, ampliare i capannoni in zona industriale, trasformare pienamente in alberghi le colonie... Insomma non è roba da immobiliaristi, ma da artigiani edili.

Lo strumento andrà migliorato e aggiornato prendendo atto delle modifiche al quadro del rischio idraulico possibili a seguito degli interventi eseguiti in questi anni. È uno dei compiti della prossima amministrazione. Perché esiste una necessaria continuità amministrativa, un dover fare, che prescinde dalle date delle elezioni e dai cambi politici ma risponde solo all’interesse del buon funzionamento della città.

*Giovanni Rutili è assessore alle Finanze

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