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Morte Corini, il testimone: «Non sembrava moribondo»
Parla l’imprenditore Zucchi convocato dai pm: era meno brillante ma lucido I due non si incontravano da tempo: “L’ho sentito soltanto per telefono”
VAL DI MAGRA. Al processo per la morte dell’avvocato Marco Corini a parlare davanti ai giudici ieri è l’imprenditore milanese Marco Zucchi, considerato rilevante dall’accusa: «L’ho sentito il giorno prima che morisse. L’ho chiamato al telefono per aver un parere legale: mi sembrò affaticato, ma lucido. Non mi parlo della sua malattia, mi disse però che mi avrebbe fatto avere il parere nei giorni seguenti». Zucchi ricorda bene quella conversazione e l’ha esposta ai giudici della Corte d’Assise della Spezia nel processo che vede Marzia Corini, 53 anni, anestesista per diverse associazioni umanitarie, accusata di aver assassinato il fratello, malato di cancro, con una dose letale di un potente sedativo.
La tesi dei pm sostiene che Marzia temeva di essere esclusa dall’eredità, così il 25 settembre 2015 eseguì una sedazione sul fratello stretto che quel giorno avrebbe proprio dovuto ricevere la visita di un notaio per discutere dell’eredità.
Zucchi ha dichiarato che il 24 settembre il legale spezzino non gli sembrava per nulla sul punto di morire. «Era soltanto meno brillante del solito. Ho saputo della sua morte dal giornale», ha ricordato l’imprenditore.
Nel corso della deposizione poi Zucchi ha raccontato di un rapporto con l’avvocato più che altro professionale, iniziato «quando l’avvocato è entrato a far parte del consiglio di amministrazione della Zucchi in rappresentanza dell’altro socio (il portiere della Juventus Gianluigi Buffon, ndr) - ha affermato Zucchi -, con Corini ho anche discusso e mi sono scontrato. Però era una persona intelligente, tra l’altro lui non mi aveva mai detto di avere un cancro. Mi disse una volta di essere stato operato ma parlò di una “massa benigna”. Sembrava quasi che volesse tenere nascosta la malattia, anche se in realtà qualcosa avevo sospettato. Ricordo che quando ebbi io un problema di salute mi consigliò uno specialista».
Zucchi, rispondendo a uno dei difensori di Marzia Corini, l’avvocato Anna Francini (che nel processo affianca il professor Tullio Padovani), ha affermato di non aver incontrato l’avvocato nei suoi ultimi mesi di vita, ma di averlo sentito più volte al telefono.
Sono stati i pm Antonio Patrono e Luca Monteverde a citare Zucchi come testimone del processo. I magistrati sostengono che le dichiarazioni dell’imprenditore milanese dimostrino che l’avvocato spezzino non era sul punto di morire il 24 settembre 2015 e tantomeno avrebbe espresso la volontà di farla finita con un’eutanasia.
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