Il Tirreno

Mille quadri di Dario Fo in mostra e un mercato contadino alla Torre Fiat

Mille quadri di Dario Fo in mostra e un mercato contadino alla Torre Fiat

La struttura della Partaccia riparte. Il vicepresidente di Verve: «Appena avremo finito i lavori all’interno sarà  come un museo naturale». Sabato a cena c’era Carlo Petrini il papà di Slow Food, che sarà anche tra i partner

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MASSA. Più di mille quadri per festeggiare i venticinque anni del Nobel alla letteratura - ultimo italiano - a Dario Fo, «attore dilettante e pittore professionista» come una volta gli parve di descriversi.

Alla torre Fiat, nonostante il largo anticipo - il premio infatti risale al 1997 - si punta a fare le cose in grande. Con un evento che il vicepresidente della società che gestisce la struttura, Doriano Cranco, definisce «mondiale».

In effetti i partner sono dei colossi. L’idea frulla nella mente da un po’, ma si concretizza sabato scorso, quando in visita alla simbolica colonia sul litorale massese arriva Carlo Petrini. Come a dire: il signor Slow Food. Una partnership che la Verve, la cooperativa che gestisce la torre, punta a portare avanti in un territorio dove l’associazione non ha ancora stabilito “basi” durature.

Certo in Lunigiana ci sono i presidi, tipici di Slow Food, dell’agnello di Zeri e del testarolo artigianale pontremolese. Ma quel che si vuole fare è qualcosa che coinvolga più da vicino la filiera di produttori locali e il rapporto diretto con i consumatori.

«Stiamo lavorando a un convegno nel prossimo futuro - spiega Cranco – non troppo in là nel tempo, con l’intenzione però di affiancarlo a un mercato contadino. Si tratterebbe di un’iniziativa inedita sul nostro territorio, in modo anche da sviluppare iniziative culturali che possano dare la riscossa una zona che a volte tende a chiudersi in se stessa».

Il mercato, infatti, avrà vita nel piazzale antistante la torre Fiat sul lungomare di Marina di Massa. E, almeno per questo inizio, si tratterebbe di un evento unico. «Abbiamo però intenzione di farlo diventare un appuntamento fisso. Magari a cadenza mensile o più spesso, a seconda della risposta. Certo prima bisognerà approfondire la filiera di produttori, l’interesse di chi dovrebbe poi animarlo in concreto. Però crediamo possa avere un impatto positivo: ridarebbe vitalità a una zona spesso evitata della città e contemporaneamente potrebbe avere delle ricadute sul turismo e sulla reputazione del territorio fuori dai soliti confini», aggiunge Cranco.

Slow Food in prospettiva non sarà l’unico partner dell’iniziativa. «Faremo riferimento anche alla rete di Coldiretti - spiega ancora Cranco – e alla sua “Campagna amica”, una rete che funziona bene e che dove importata ha sempre avuto dei benefici».

Ma il grande sogno è quello che guarda alla celebrazioni per Dario Fo. La sua attività di pittore era immersa in un legame indissolubile con la produzione teatrale. Spesso la precedeva, la completava o ne anticipava i temi per poi renderli parola. C’è ancora del tempo, ma intanto la torre Fiat, complici le modifiche al regolamento urbanistico, punta a rifarsi il look.

«Quando la spirale sarà in parte chiusa, si formerà un’area simile a un museo naturale – spiega Cranco – ed è lì che allestiremo la mostra. Tra i partner, oltre a Slow Food, ci saranno Lavazza e Barilla. Sarà una grande occasione per Massa».

Libero Red Dolc3e

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di Redazione web