Toscana
Velisti dispersi, sospese le ricerche. La moglie: "Sono sicura, sono vivi" - Video
«Sono certa che Aldo e Antonio sono ancora ad aspettare». E su Facebook scrive: «Vi prego, non mollate»
CASTELNUOVO MAGRA. Sono state sospese ieri le ricerche dei due velisti che risultano dispersi dal 2 maggio nell'oceano Atlantico, tra le isole Azzorre e la costa portoghese. La Farnesina e il consolato italiano hanno comunicato la notizia alla moglie di uno dei due skipper dispersi, Aldo Revello, 53 anni di Castelnuovo Magra.
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La donna, Rosa Cilano, anche oggi aveva rinnovato un accorato e disperato appello perché le ricerche continuassero e fossero intensificate. «Chiunque possa aiutarci, anche al di fuori del Portogallo, lo faccia. Mi rivolgo a tutte le imbarcazioni» aveva detto, ribadendo la convinzione che i due siano ancora su una zattera di salvataggio in mezzo al mare in attesa dei soccorsi.
Aldo Revello, cinquantatreenne, skipper di professione da oltre 15 anni, era partito dalla Martinica il 7 aprile per riportare la barca a vela Bright a Fiumaretta, insieme al collega skipper e amico fraterno Antonio Voinea, romeno che aveva vissuto a lungo in Veneto ma che ora risiedeva a Fuerteventura nelle isole Canarie.
Revello e Voinea sono marinai esperti e navigano spesso ai Caraibi. Il 28 aprile, dopo una sosta alle Azzorre, erano ripartiti alla volta di Gibilterra con condizioni di mare considerate buone. Il 2 maggio l'ultimo segnale dal sistema satellitare della Bright, a 300 miglia a est di Sao Miguel nelle Azzorre. Da lì erano partite le ricerche, con una imponente task force di mezzi marini e aerei senza però esiti positivi.
Ritrovati solo tre giubbotti di salvataggio, che però potrebbero non appartenere al natante, oltre a quelli che potrebbero essere resti dell'imbarcazione. Oggi Rosa Cilano, madre di una bimba di quattro anni e mezzo, lancerà un nuovo appello perché le ricerche riprendano. «Sono certa che Aldo e Antonio siano ancora lì ad aspettare».
Proprio Rosa Cilano, aveva affidato affidato a Facebook intorno alle due di notte tra venerdì e ieri, una riflessione-appello, in cui aveva ricostruito gli eventi dal suo punto di vista.
«Tutto è iniziato - aveva ricordato - il 2 maggio alle 13,48 del pomeriggio o meglio per me le 16,30 circa. Una notizia che al momento non era chiara e non sapevo nemmeno se attendibile. Inizia un interminabile continuo di telefonate in posti che manco ne conoscevo l'esistenza. La mattina del 3 maggio siamo certi il segnale Sos è arrivato da quel dannato epirb! Come un’aura porto la nostra bimba a scuola. In quel momento vedevo solo lunghe giornate d’attesa non riuscivo a vedere altro. Arrivano in qualche modo le 16 torno a prendere la nostra pupa a scuola e mi vede sorridere gioco con lei la coccolo. In mezzo a quelle telefonate che mi sembravano surreali. Aldo RampuRevello (questo è il nome su Facebook del marito) ha lanciato un segnale Sos. Continuavo a ripetermi non è vero non può essere è mio marito lo conosco è forte è un combattente lotta lotta per qualsiasi cosa bisogna lottare. La giornata passa e la nottata in bianco pure. Arriva il giovedì inizio a fare le cose più difficili, la famiglia. Devo chiamare la famiglia, devo chiamare Francesca».
E prosegue: «Prendo questo maledetto telefono per la ennesima volta e cominciò comincio a parlare a parlare a ripetere le stesse cose in tutte le telefonate ma sono forte reagisco perché devono capire che credo in lui credo in loro due messi insieme sì anche tu Antonio Jack Blume (il nome su Facebook di Antonio Voinea) sei un combattente quindi credo in voi. Credo che state lottando e che siete lì ad aspettare che qualche fottutissima navi vi trovi. Lo so che è così! Sono spossata, sono snervata. Finalmente riposo un po' complice il fatto che i miei sono arrivati qui».
E aggiunge, nella lunga ricostruzione: «Amore mio lo so che sei lì che aspetti lo so... E anche tu Jack lo so devo lottare per voi. Non posso mollare. Arrivano anche le televisioni. La parte più complessa ma tengo duro. Voi lo state facendo lo devo fare anche io. Arrivano chiamate da persone che mai e poi mai mi sarei immaginata di poter sentire. Mi pare tutto un brutto sogno». «Vi prego non mollate. Aldo e Jack siete parte importante nella nostra vita tenete duro non potete mollare. Io non lo faccio non mollo. Poi arrivo a sera apro wapp messanger Facebook e leggo parte di quelle cose che mi sono persa nella giornata. Sì parte perché tanti chissà dove si sono persi in 12 ore che non riesco a fare ciò. E inizio a lacrimare.... Piango.... Piango perché mi manca piango perché vedo quanti mi siete vicino vi sento vi sento come se foste tutti qui e mi riempie il cuore. Grazie grazie di tutto. Anche se inconsciamente, ognuno di voi mi sta dando la forza».
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