Il Tirreno

l'intervista

De Pasquale:«Sul marmo siamo bloccati dalla Regione»

di Libero Red Dolce
Una veduta della cave (foto di archivio)
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Una veduta della cave (foto di archivio)

Il sindaco di Carrara interviene sulla questione dell’aumento del 5%: «Serve l’Osservatorio. Soldi in più in cassa? Non commento»

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CARRARA. Dopo lo scatto del 5% sulle tariffe del marmo prima non previsto e poi inserito nella delibera del Movimento 5 Stelle si può leggere in controluce un problema amministrativo classico in città.

La complessità della questione sta impegnando la giunta di Francesco De Pasquale, sospinta al governo della città da un programma di riformismo radicale sul tema e in questo momento apparentemente impelagata sui vari fronti: regolamento, Osservatorio, agri marmiferi, legge regionale. Un mosaico difficile da comporre e opposizioni all’attacco.

Sindaco, perché nella prima delibera non era previsto l’aumento ?

«Non è che l’aumento non fosse previsto. Il dirigente ci ha proposto in una delibera, con il parere tecnico di competenza favorevole che spetta a lui, ma a monte non aveva fatto nessuna indagine conoscitiva sulle tariffe. Mancava quella parte lì. A noi è arrivato quel parere e ne abbiamo preso atto. Quando è venuto fuori che mancava l’indagine sulle tariffe sarebbe emersa a giudizio del dirigente questo aumento del 5% noi di nuovo abbiamo preso atto».

Però sul marmo voi avete giocato gran parte della vostra credibilità e forza. “Barra dritta”, si diceva in campagna elettorale. C’erano grandi attese in città sul punto, ma finora risultati ne avete portati pochini a casa. L’aumento molto ridotto, regolamento al palo, Osservatorio del marmo ancora ipotetico. Che succede?

«Diciamo che la Regione ci mette del suo a metterci in difficoltà. Qualcuno si dimentica di dirlo: a Firenze mica c’è il Movimento 5 Stelle».

In che modo siete ostacolati?

«La riforma della legge regionale è sempre ferma. Si discute, si blocca, si riparte. E poi rinviano. Non è proprio facile immaginare il da farsi in un mare di nebbie».

Torniamo all’aumento. In passato la ricognizione sulle tariffe durava anche sei mesi, ha fatto notare il segretario del Pd Gianluca Brizzi, stavolta pare sia stata scritta in pochissimo tempo. Siete stati molto bravi voi o erano lenti prima?

«La durata dell’indagine non era direttamente proporzionale alla qualità del risultato».

Intende dire nel passato.

«Sì, certo. Tanto è vero che rimaniamo fermamente convinti della necessità di un Osservatorio sul marmo. Altrimenti si rischia di rimanere nell’approssimazione. Il segretario del Pd Brizzi, che in questi giorni ha criticato quanto fatto, sostenitore della precedente amministrazione che in questi due anni non si è preso la briga di fare niente in materia di osservatorio del marmo. Nonostante la delibera del consiglio comunale, che tra l’altro hanno votato a maggioranza il Pd, il Psi e quelli che li sostenevano e il centrodestra ».

Però neanche voi, dopo un anno di amministrazione, siete arrivati a mettere in piedi il tanto sospirato Osservatorio.

«Beh, torno a dire: se loro si fossero mossi direi che già sarebbe quanto meno impostato. Non dico che avremmo già i primi risultati, però...».

E dunque voi a che punto siete?

«Non siamo ancora partiti perché c’è da mettere da parte le risorse che servono. Senza lilleri non si lallera», dice ridendo. «C’era da mettere soldi a bilancio, poi il tempo di raggranellare quanto serve e di avere lo stanziamento».

Ci sono scadenze, un’agenda di lavoro?

«Fondamentalmente c’è da fare un bando e a breve stanzieremo la cifra necessaria. Poi ci sarà da attivare tutte le procedure, vediamo chi si farà avanti, con quali proposte».

L’aumento del 5% consente di avere qualche introito in più per le casse, s’immagina. Come voce ufficiale, di che cifre si parla?

«Mi sia consentito di fare un no comment su questo aspetto. Se c’è qualcuno che ritiene che arrivino dei soldi in più, io rispondo no comment.

È scettico?

«Non voglio dire niente».


 

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