Toscana
Caruso fa un passo indietro e sostiene Menchini sindaco
Il professore ringrazia e promette: se vinciamo le elezioni del 10 giugno, Stefano sarà il mio vice Poi l’attacco all’amministrazione: si votano le osservazione dei cittadini. È conflitto di interesse
MASSA. Se servisse una colonna sonora per questa campagna elettorale in vista del 10 giugno, beh probabilmente la più indicata sarebbe firmata Giorgio Gaber. La sua “Cos’è la destra, cos’è la sinistra” rappresenta al meglio il quadro attuale in cui si ridisegnano alleanze, vicinanze e distanze politiche. In cui uomini e donne con tradizione e cultura politica di destra e di sinistra si incontrano e condividono progetti e pure liste. O forse, come spiega Stefano Caruso, destra e sinistra non sono - o non sono più - le categorie giuste per interpretare la politica. Lui che, un passato nel Pdl, sceglie «il fare», il confronto sui temi e sul programma. È rinunciando alle bandiere politiche, imboccata la via del civismo, che Caruso decide di fare un passo indietro e rinunciare alla sua candidatura a sindaco. Rinuncia per sostenere Sergio Menchini. Il professore ha detto no in extremis alle primarie del centrosinistra e adesso si gioca la partita: raccoglie e concentra forze intorno alla sua candidatura. Oltre gli schieramenti, oltre destra e sinistra: «Un progetto aperto - lo definisce Menchini - che guardi a tutta l’area moderata di centro destra e di centro sinistra, senza vischiosità». E a quel progetto aderisce Stefano Caruso e con lui chi ha condiviso il suo percorso: in parecchi fanno un passo indietro perché le due liste che sostenevano la candidatura di Caruso si riducono ad una sola, “Obiettivo Massa”. Ridisegnata. Capolista non più Tiziana Fialdini che occupa la seconda posizione e lascia la prima allo stesso Stefano Caruso: «Una lista sola, ma con candidati di peso, per non disperdere voti». Candidati forti, con un profilo ben delineato. Perché l’obiettivo - Caruso parla chiaro - «è il ballottaggio e il governo della città». E sulla squadra di governo Sergio Menchini le idee chiare già ce l’ha, almeno quando si tratta di indicare il suo braccio destro: «Io sindaco, Stefano il mio vice». Un gruppo in grado di amministrare: «C’è chi arriva alla guida della città e neanche - Caruso si affida alla metafora - sa mettere la chiave nel cruscotto. Noi non solo sappiamo inserire la chiave, ma siamo anche pronti a partire subito. Dal giorno dopo le elezioni». Per offrire un’alternativa: «Noi - spiega Menchini - abbiamo l’ambizione di creare un polo civico che abbia a cuore la città. È inutile - e forse pensa alla complessa partita delle primarie - guardarsi alle spalle, per me i percorsi passati sono ben superati». Menchini guarda avanti e alle necessità di un’alternativa «ad una coalizione che ha governato negli ultimi 30 anni. Il lavoro è una emergenza per questo territorio, ma è singolare che lo dica che lo governa da decenni. Ora vedo - si concede una stoccata - che Fabrizio Brizzi è diventato main sponsor di Volpi». Poi un attacco sul regolamento urbanistico: «Io lo chiamo mercato delle vacche. Ricordiamo che stanno votando le osservazioni e non il regolamento. Si votano le osservazioni dei cittadini anche in questa fase . Forse un conflitto di interessi c’è. Questa è una forma di violazione della par condicio. Dovrebbero essere evitati gli abusi di maggioranza. Dobbiamo vincere per dare alternative ai cittadini, ai giovani. Chi ha governato dimostri cosa ha fatto».
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