In carcere i due fratelli che non si trovavano più
Per rintracciare e arrestare Francesco e Luca Napolitano c’è voluto qualche giorno Il nucleo investigativo dei carabinieri temeva che fossero andati via
CEPARANA. Luca e Francesco Napolitano, i fratelli di origini lucane arrestati l’altro giorno perché dovevano scontare una pena di 18 mesi per rapina (Francesco) e tentata estorsione (Luca), non si riuscivano a trovare perché avevano la residenza in un Comune lunigianese ma di fatto abitavano a decine e decine di chilometri da quel posto. Sono stati i carabinieri del nucleo investigativo di Massa a trovarli e a portarli in carcere, dove adesso stanno scontando la condanna diventata definitiva all’inizio della scorsa settimana. Ma per un momento si era temuta la fuga.
Francesco, 26 anni, e Luca, 24 anni, hanno commesso il reato che li ha portati in cella nell’ottobre del 2015. E a processo erano difesi dall’avvocato Enzo Frediani. La rapina è stata contestata al solo Francesco per essersi impossessato dell’auto di un conoscente. In quell’occasione aveva anche picchiato il proprietario della vettura, che era stata ritrovata soltanto due giorni dopo. L’uomo si era giustificato dicendo che la vittima non voleva restituirgli una somma e da qui era scattata la ritorsione. Luca è stato condannato per tentata estorsione. I due fratelli qualche anno fa erano stati arrestati per tentato omicidio, ma poi il reato era stato derubricato in lesioni aggravate. La notte del primo novembre del 2013 un barista fu picchiato dai Napolitano, finendo poi all’ospedale con gravi lesioni alla milza. Le indagini dei carabinieri avevano portato all’identificazione degli aggressori ed erano scattate le manette. I militari avevano arrestato Francesco e Luca nella loro abitazione di Filattiera. Anche all’epoca erano noti alle forze dell’ordine per reati contro la persona ed il patrimonio.
Stavolta invece son o andati a prenderli a Ceparana, dopo che gli uomini del nucleo investigativo li hanno cercati in Lunigiana per notificargli l’ordine di arresto trasmesso dalla corte di appello di Genova (che si è mossa dopo la sentenza della cassazione). Francesco e Luca non si stavano nascondendo, però. Ma trovarli è stato davvero complicato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
