Il Tirreno

«In 750 siamo meno, ma più qualità»

«In 750 siamo meno, ma più qualità»

Coldiretti: «Gli anni scorsi anche in 4500, così però approccio di tipo critico»

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MASSA. Spino Fiorito, la manifestazione di enologia organizzata dal Comune di Massa, Coldiretti e Istituto Valorizzazione Castelli è giunta alla terza giornata ed è già possibile fare un primo bilancio, soprattutto considerando che quest’anno è stato deciso per motivi di sicurezza un ingresso al castello rigorosamente razionato.

L’attesa, in certi orari, si è rivelata estenuante ma, a detta delle persone, una volta avuto l’accesso al castello si è stati ampiamente ripagati dal panorama e dalla degustazione. «Per ora la manifestazione si è svolta in maniera regolare e la scelta che abbiamo fatto con un unico accesso da Piazza Mercurio, dove c’era la possibilità di aspettare non al caldo e al sole ma seduti, anche degustando con dei sommelier del buon vino del territorio si è rivelata vincente» dichiara Vincenzo Tongiani, presidente della Coldiretti.

«Il limite delle 750 presenza in contemporanea è solo per una questione di sicurezza ed è scaturito da una formula matematica fornita dalla circolare Gabrielli del 7 giugno 2017, la quale stabilisce che in caso di deflusso ci siano un serie di aperture proporzionate al numero delle persone presenti. Considerando che il Castello Malaspina non ha che una sola uscita, abbiamo dovuto stabilire quel numero di accessi. Abbiamo avuto indicazioni un po’ all’ultimo momento e non siamo riusciti ad organizzare qualcosa di diverso come ad esempio organizzarci in base alle fasce orarie. Noi cerchiamo di dare il massimo, anche grazie al supporto della Questura che ci sta dando una grande mano».

«Venerdì sono entrate circa 850 persone e oggi siamo sui 1400-1500, i numeri precisi non ci sono ancora – continua Tongiani - Gli scorsi anni non c’erano limiti e si arrivava anche a 4500-4900 presenze. La Coldiretti è soddisfatta, nonostante ci sia meno gente che acquista, ma è un acquisto diverso. Quest’anno abbiamo vietato la vendita di bottiglie all’interno del castello, più tassativa rispetto a quella dell’anno precedente, e questo seleziona già molto il target di persone che entra e le conseguenti “alterazioni” registrate negli anni passati».

Nonostante il problema dell’accesso e la reperibilità dei biglietti non sembra che molte persone siano rimaste a bocca asciutta, anche se qualcuno un tono un po’ amaro lo riscontra: «Molte persone si sono messe in coda già con spirito critico per i discorsi che da giorni giravano, anche da parte dei commercianti ho intuito un po’ di malumore in tal senso» dice Thomas, un ragazzo che vicino al castello ci è nato e frequenta lo Spino Fiorito da diverse edizioni. «Guardandomi attorno il numero delle 750 persone appare giustissimo, ma non capisco il perché di aver lasciato interdette al pubblico alcune parti del castello come l’area rinascimentale e la zona della polveriera, accessibili negli anni passati. L’idea di aprire le porte del castello, lo dico da massese, è anche quella di far vedere anche a chi non viene da Massa il gioiello della nostra città e tenere chiuse le aree più belle, non dico che sia una scelta sbagliata o non funzionale, ma forse un po’ discutibile nell’ottica della valorizzazione del nostro castello». (d.m.)

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