Toscana
Tenuta, addio al Latte Marinella Senza lavoro dodici dipendenti
Domani verranno trasferite le ultime 56 mucche rimaste nelle stalle e la produzione sarà chiusa I sindacati: i lavoratori senza ammortizzatori sociali. Politica e proprietà devono dare risposte
MARINELLA. Hai voglia di spostare bottiglie, di provare a sporgere il naso nel freddo del banco frigo. Hai voglia di sforzare gli occhi: la busta del latte Marinella non la vedrai più al supermercato. Gli ultimi cartoni hanno abbandonato la Tenuta per raggiungere i punti vendita ieri mattina. Poi più nulla. Nessuno mungerà le mucche, nessuno si occuperà più della filiera di uno dei prodotti locali più apprezzati: da domani mattina la produzione sarà chiusa. Addio ad una vocazione agricola che dura da ottant’anni. Storia di un territorio e di lavoratori. E addio alle mucche: ieri nelle stalle ne restavano soltanto quaranta dei 650 capi originari. Domani saranno tutte trasferite.
Una sconfitta per i sindacati che rappresentano i dipendenti dell’azienda agricola. Sconfitta che imputano alla politica, alla proprietà e alle istituzioni locali: «Monte dei Paschi, Consorzio Cooperative Costruzioni, Condotte Immobiliari e Unieco hanno voluto scientificamente azzerare un’eccellenza – è secco il commento di Luca Comiti (Flai Cgil) – ma soprattutto non hanno avuto la benché minima remora nel mancare di rispetto agli attuali 12 lavoratori (più gli 8 a tempo determinato non confermati da tempo) che rimarranno qui fino al 15 maggio, e che poi non avranno più il lavoro, senza ammortizzatori sociali. La migliore delle ipotesi per loro è il sussidio di disoccupazione dal marzo 2019. È uno scandalo di cui la proprietà deve assolutamente prendersi carico. È un preciso dovere delle istituzioni - aggiunge Comiti - trovare il modo di dare una speranza a questi dipendenti».
Dipendenti come Stefania Pardini. Ha 55 anni e, chiusa la produzione di latte, rimarrà senza lavoro: «Mi spiegate come faccio a pensare di poter essere ricollocata in qualche modo? I politici? Sono venuti qui solo a fare campagna elettorale, io il mio voto l’ho dato, ma anche loro -attacca - hanno contribuito ad affossare l’azienda. Dove sono ora? Ci hanno lasciati soli tutti a parte i sindacati. Ma noi abbiamo una dignità, continueremo a viaggiare a testa alta. Non credo molta altra gente possa fare altrettanto». Anche Riccardo Cagnoli perderà il lavoro. Alla Tenuta c’è dal 1999, ma ha sempre avuto la certezza che «a nessuno sia mai interessato qualcosa di noi poveri cristi da 1.200 euro al mese e da oggi senza una prospettiva»
Condividono la sorte di Stefania e Riccardo, i colleghi Cristina Lavretta, Erminio Guerrieri, Stefano Maggiani, Marco Della Tommasina, Mario Bonvini, Enrico Antonelli, Lucia Vintimila, Gandolfo Villafrate, Gianluca Baruzzo, Emilio Maucci e Letizia Cecchinelli.
Walter Bertolini e Patricia Matias (Fai Cisl) ricostruiscono gli ultimi step della vicenda: «Non c’è stata più alcuna comunicazione sulla chiusura dell’offerta con White Holding di Gabriele Volpi, interessata all’acquisto – affermano – Con i 27 milioni di euro di debito della società, già la prima offerta da 30 milioni di febbraio scorso era da chiudere subito, invece le ultime 59 mucche rimaste se ne andranno lunedì, e così si chiude la storia del Latte di Marinella». Mancati investimenti dal fallimento del Master Plan (2008), i due incendi dolosi di ottobre 2016 (capannone del fieno) e del giugno 2017 (la stalla), una crisi che negli ultimi due anni si è fatta più pesante, una lunga agonia prolungata con le mancate decisioni della proprietà rispetto alle offerte di acquisto prima di Renovo Spa e poi di White Hoding, impegni che non si sono mai tradotti in decisioni. Ma tra Siena (Mps) e Roma (le altre società) qualche rassicurazione arriva: la trattativa con White Holding sarebbe ancora in piedi. Saranno le prossime mosse a confermarlo o smentirlo.
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