Il Tirreno

Grido d’allarme per la marmoteca: «Rischio danni»

Grido d’allarme per la marmoteca: «Rischio danni»

L’architetto Paolo Camaiora che ha curato il progetto: «Temo che gli adesivi possano intaccare la porosità»

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CARRARA. Anche i rari campioni della sala dei marmi sono stati trasformati in loculi, con tanto di lumino rosso. Il progetto di restauro della prestigiosa sala dell’Accademia di Carrara, firmato dall’architetto Paolo Camaiora, aveva vinto il concorso nazionale Art Bonus, promosso dal Ministero dei Beni Culturali Mibact. A poco più di due mesi di distanza la ritroviamo trasformata in una cappella cimiteriale dall’ingegno degli studenti. L’occasione è l’installazione “Eternity” di Maurizio Cattelan, realizzata in collaborazione con l’Accademia, di cui parliamo anche a parte: un provocatorio cimitero di artisti in giardino. Alle lapidi sono stati affiancati questi loculi a tema.

«Lo trovo quanto meno disdicevole – ha commentato Camaiora – il 13 marzo è stato vinto un concorso nazionale: il Segretario generale del Ministero è venuto personalmente a premiare il progetto di restauro della sala. Abbiamo vinto su opere su cui sono stati investiti milioni di euro. Questa è la più antica marmoteca d’Italia, ospita campioni di marmo rarissimi, talora introvabili, come il rosso di Castelpoggio. Ebbene, vi sono stati apposti degli adesivi, con una tecnica particolare, dice qualcuno. Alle etichette adesive sono stati applicati dei finti lumini. È questo è il modo di tutelare un bene unico? Ricordiamoci che il patrimonio dell’Accademia è sotto vincolo».

L’architetto non nasconde la sua frustrazione: «Personalmente ho lucidato e pulito quattro volte i campioni di marmo. Hanno trasformato 210 campioni di marmo in altrettanti loculi. Dal punto di vista etico, morale e professionale lo ritengo uno schiaffo e una mancanza di rispetto. Prima di tutto nei confronti di chi ha svolto il lavoro, ma anche dei privati che hanno donato i fondi per realizzarlo. Denaro che sono andato a cercare col cappello in mano. Il premio vinto rimarrà sul sito per tutto l’anno: e se un turista venisse a visitarlo? Lascio agli altri il giudizio».

È possibile che gli adesivi abbiano danneggiato i marmi? «Ci son materiali lapidei come le brecce e alcuni travertini che sono molto porosi: se applico un adesivo o altro materiale, può rimanere dentro la porosità».

La sala dei marmi versava in uno stato d’incuria, prima del restauro: «I campioni non venivano puliti da 80 anni. C’erano sacchetti di spazzatura per oscurare la luce alle finestre. Abbiamo ripulito, ordinato, installato tende ignifughe, di cui la sala era priva. Appena 40 giorni dopo è successo questo. Uno dei mecenati ha persino detto che se gli studenti avessero richiesto 21 campioni di marmette da 50x50 glieli avrebbe forniti gratuitamente. Questo modo di procedere, invece, è un insulto alla Storia, alla cultura, persino alla geologia. Conosco ragazzi del Mibact che si sono tolti ben volentieri 500 euro dalle tasche pur di vedere un bene così prezioso restaurato».

Camaiora ricostruisce l’importanza della sala dei marmi: «Riunisce in sé la storia, la tradizione e l’identità della città. La storia, perché ospita i bassorilievi di Cesare Poli sulle cave di marmo; la tradizione, perché conserva i campioni dei marmi; l’identità, per la presenza della ruota del carro. Sono molto deluso da questa città. Non credo farò più niente per aiutarla».

L'architetto aveva esternato i suoi pensieri sull'installazione temporanea in una nota su facebook dai toni piuttosto accesi. «Desidero chiarire, a scanso di equivoci, che quanto da me scritto sulla nota relativa alla Sala del Campionario dei Marmi è stato sì uno sfogo ma non vi era alcuna volontà di offendere nessuno», conclude.

Al momento, da parte della direzione dell’Accademia, si preferisce non commentare. Alcuni, in via informale, fanno notare che prima di iniziare le installazioni sono state applicate delle pellicole protettive per preservare gli eccezionali marmi conservati ed esposti nella sala marmi. Ovviamente, solo alla conclusione dell’esposizione degli studenti si potrà capire se, come teme Camaiora, alcuni pezzi pregiati e rari siano stati davvero in qualche modo danneggiati, o se la protezione e le cautele saranno state sufficienti. Ad oggi, resta il grido d’allarme di chi ha restuarato un bene unico al mondo. (i.r.)

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