Sicurezza
«Stop al Regolamento urbanistico», le opposizioni sull’Aventino
M5s, Caruso e Menchini annunciano che d’ora in poi non parteciperanno alle sedute per l'approvazione. Ieri consiglio comunale fiume di oltre otto ore, approvate oltre 100 osservazioni
MASSA. Seduta fiume, di quelle che non si vedevano da un po’ al consiglio comunale. E in una mattinata vengono votate 100 osservazioni. Con le opposizioni che però si sistemano sull’aventino e annunciano che non saranno più presenti in aula per il Regolamento urbanistico. È una questione di regole. Regole violate, per tante voci di minoranza. Si tratta della questione dei 45 giorni dal voto, dunque nel pieno della campagna elettorale, quando si possono solo pratiche urgenti. E a loro avviso questo non è il caso del regolamento urbanistico che invece in questi giorni cammina a tappe forzate dentro al consiglio.
I numeri, tante volte mancati nei consigli, ora sono tornati sufficienti per le votazioni. Il Pd si è compattato attorno al sindaco Alessandro Volpi, almeno questo è il clima emerso dopo la decisione di appoggiarlo alle primarie. E una parte degli arancioni lo sostiene, abbandonando, o abbandonati, a seconda delle prospettive, da Sergio Menchini.
Indubbiamente l’approvazione del regolamento sarebbe un bel goal per l’amministrazione. Uno di quelli segnati nel recupero. Si è però perso quel clima di approvazione collettiva dello strumento utile alla città. Gli appelli in questo senso lanciati all’inizio del percorso consiliare dal sindaco sono evaporati. Via di maggioranza e le opposizioni hanno scelto un’altra strada: se approvato, sarà il regolamento di Volpi. E se dovesse fallire, a farlo cadere sarà la mannaia dell’illegittimità dell’approvazione di un atto del genere a 45 giorni dal voto.
In maggioranza si sentono abbastanza sicuri. Confortati come sono dai pareri positivi del segretario comunale e del dirigente Venicio Ticciati. Se qualcuno dovesse bloccarlo quella persona è il prefetto, che può convocare il sindaco per chiedere conto. Ma non sembra sia nell’aria.
A dire il suo «no, non ci sto» è tra gli altri una delle candidate più di peso di questa tornata amministrativa. Luana Mencarelli, consigliere e aspirante sindaca dei 5 Stelle, era a Marina di Massa ieri mattina. Mentre i solerti consiglieri della maggioranza scalavano la montagna delle 100 osservazioni, Mencarelli in pieno mercato di piazza Betti diceva la sua sul regolamento urbanistico ai cittadini. «Abbiamo cercato per 5 anni di dare un contributo serio e costruttivo, fornendo spesso anche il numero legale con la nostra presenza, ma il limite è stato superato e vista la confusionaria discussione che si protrae in aula, vista le votazioni contraddittorie e normativamente poco ortodosse il movimento 5 stelle ha deciso che non parteciperà più ai Consigli comunali sul regolamento urbanistico».
Troppe le cose che non vanno per Mencarelli. «Persino la concessione di quel 25% di edilizia a uso residenziale dentro le colonie ci lascia molte perplessità. In una casa dove ci sono 6mila abitazioni vuoti, siamo sicuri che la risposta migliore per riavviare il turismo sia costruire ancora? E magari poi ripulire quell’area per far sì che in pochi anni quelle case costruite ritornino vuote, il salmastro ricominci a fare il suo effetto sulle facciate e tutto torni come e peggio di prima».
E dunque sarà aventino. E insieme ai 5 stelle non si vedranno più in consiglio anche altri esponenti delle minoranza, come i consiglieri Stefano Benedetti e Stefano Caruso e l’arancione Carmen Menchini.
Ancora 45 giorni di campagna, con molti che vedono probabile un ballottaggio Volpi-Mencarelli. Ma il centrodestra si è ricompattato e non starà a guardare. Come non va dimenticato che Caruso viene da quell’area lì. E qualcosa potrebbe sottrarre. Gli equilibri sono incerti. Manca la certezza delle liste di Menchini, altre due di Volpi sono all’orizzonte. È lunga e la battaglia sul regolamento è solo l’aperitivo. Altro verrà, magari inconsuete alleanze.
Le opposizioni intanto dicono chiare: «se sarà, sarà il regolamento di Volpi. Se affonderà, idem». È politica, è campagna elettorale.
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