Il Tirreno

Prime saltate, mamme in rivolta

di Manuela D’Angelo
Prime saltate, mamme in rivolta

Alle elementari di Santa Lucia e di Alteta pochi alunni, i genitori protestano: le nostre scuole di serie B

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MASSA. Saltano due prime elementari ne per l’anno scolastico 2018-2019: quella di Santa Lucia e quella di Alteta. E si torna a parlare di mamme in difficoltà, paesi senza più servizi, istituti di serie A e di serie B. A ribellarsi alla decisione dell’Ufficio scolastico (ex provveditorato) di non formare la classe prima a S. Lucia è il comitato dei genitori, che ha chiesto aiuto al consigliere del Psi Giancarlo Casotti per aiutarli ad ottenere un incontro con il provveditore agli studi. La notizia è stata comunicata giovedì sera ai genitori dalla dirigente scolastgica Tiziana Lavaggi, che ha letto loro la comunicazione arrivata dal Provveditorato. Le circolari parlano chiaro: le classi prime si formano soltanto con un minimo di 15 bambini e visto che, ad oggi, gli iscritti a Santa Lucia risultano 10, la classe non si farà. I genitori sono stati quindi invitati a recarsi in segretaria e formalizzare la richiesta di iscrizione in un altro plesso, sempre all’interno del circolo: Forno, Ortola, Volpigliano o Castagnetola.

«Io ci sono cascata- dice una mamma- e ho ritirato mio figlio da santa Lucia, credendo di essere obbligata a questa scelta». Invece la battaglia dei genitori è appena cominciata: non hanno intenzione di rinunciare a Santa Lucia e minacciano di svuotare anche il resto delle classi, portandosi via fratelli e cugini già in seconda o terza elementare, se non verranno accontentati. Una rappresentanza di genitori è stata ricevuta assieme al consigliere Casotti ieri mattina dall’assessore Silvana Sdoga che ha confermato quanto detto dalla dirigente scolastica, ovvero che in tutta la provincia, rispetto all’anno scorso, ci sono state 125 iscrizioni di bambini in meno, sparsi per diversi plessi, che hanno messo in crisi la composizione delle classi di tutto il territorio. A Massa, appunto, solo 10 iscritti per S. Lucia e solo 9 per Alteta. Le mamme, quindi, entro mercoledì alle 11 dovranno iscrivere i figli altrove. Ieri pomeriggio alcune di queste mamme le ha incontrate anche il Tirreno, alla presenza del consigliere Casotti, che sta facendo da tramite tra loro e la politica. Le mamme, infatti, pensano che il problema non sia soltanto il numero di bambini iscritti, ma sia una "strana" volontà di dismettere il plesso di Santa Lucia, «considerato da sempre di serie B», sostengono, tanto che i genitori dei bambini dell’asilo (sempre di Santa Lucia), che sono tanti e che, a regola, dovrebbero automaticamente rimanere lì per frequentare la prima elementare, non fosse altro per comodità, vengono convinti a lasciare il plesso.

«Le maestre sono ottime- dicono i genitori-; i bambini imparano la grammatica già in seconda; abbiamo tutto, i laboratori, lo studio delle lingue, non ci manca niente. Eppure qualcuno sparge malelingue sulla scuola e fanno cattiva pubblicità».

Per una famiglia che abita a Santa Lucia portare il figlio a Ortola o a Volpigliano non sarà agevole e gli scuolabus non vengono incontro a queste esigenze. La scuola di Santa Lucia è la prima e la più vicina per tutti i cittadini dei paesi a monte e chiuderla, secondo le mamme, sarebbe non solo un peccato, ma anche un danno. Inoltre ci sono famiglie che dovrebbero portare un fratello a Santa Lucia, perché frequenterà la terza elementare, ad esempio, e uno a Volpigliano se la prima elementare non si farà, il che diventerebbe assurdo e non fattibile. A Santa Lucia la prima elementare saltò già nel 2013; oggi sono 77 bambini iscritti. E’ una scuola che non ha il tempo pieno e qualche problema con le barriere architettoniche, due fattori che, forse, hanno influito negli anni a renderla poco appetibile. Le mamme credono che una delle soluzioni potrebbe essere aggiungere una sezione che faccia il tempo pieno: la mensa già c’è, con cuoca interna, perché è quella che usa già l’asilo. «Voglio capire se davvero qualcuno dall’alto vuole far chiudere S. Lucia e perché. Voglio sapere dall’amministrazione- conclude il consigliere Casotti- quanti soldi sono stati destinati negli anni alla scuola di Santa Lucia, rispetto alle altre scuole, per capire se veramente è stata trattata come un istituto di serie B e chiedo un incontro con il provveditore agli studi per capire se si possa fare qualcosa per queste famiglie».

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