Il Tirreno

La proprietà: disegno contro di noi

La proprietà: disegno contro di noi

Per l’impresa si tratta di una «oscura trama, che non deve rimanere impunita»

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ALBIANO MAGRA. Nel tardo pomeriggio di ieri, la segreteria dell'Impresa Costa Mauro sas affidava la propria posizione su quello che viene definito «un tentativo di incendio» ad un comunicato stampa in cui si adombra l'origine dolosa del rogo. Lo pubblichiamo integralmente: «Abbiamo subito un ennesimo tentativo di incendio doloso. Spento dopo pochi minuti grazie a nuove forme di controllo e al nostro pronto intervento. Abbiamo ragione di credere che sia stato innescato da materiale esplodente introdotto a quello scopo. L’ultimo atto di una oscura trama che riguarda noi, ma anche molti altri impianti della zona. Non può che ritenersi un tentativo di destabilizzare il buon andamento del ciclo dei rifiuti nella nostra zona. Un vero e proprio disegno che è impossibile non vedere. A chi fa gioco? Chi ne è responsabile? Torniamo a richiedere alla stampa, alle autorità, alle forze dell’ordine, che paiono finalmente orientate verso questa direzione, di volgere la propria massima attenzione alla comprensione di quale siano gli interessi che muovono tutto questo per combatterli e vincerli. Temiamo che ulteriori incertezze e deviazioni, di fronte a questa evidenza, si possano trasformare in atto di colpevole complicità che favorisca coloro che hanno interessi delinquenziali. L’episodio occorso in data odierna poteva avere conseguenze gravi ma, certo con disappunto degli autori, grazie alla nostra continua vigilanza è rimasto un tentativo fallito e circoscritto. Come confermato anche da tutti i controlli degli enti ed autorità intervenute. La nostra azienda ha sempre dimostrato, anche all'interno dei numerosi procedimenti giudiziari e legali in cui è stata coinvolta, di agire entro la più assoluta legalità. Le autorizzazioni certe e durature che, a questo punto con ogni evidenza, ci spettano, confermano il nostro buon operato, così come lo conferma la nostra nota disponibilità ad investire e delocalizzare l’impianto. Che si tenti adesso di impedire tutto questo con atti criminali è evidente e che questo crei danni alla regolarità del mercato, al lavoro, alla convivenza della comunità è altrettanto palese. Siamo un’azienda sana e competitiva che chiede soltanto di poter lavorare. Il dovere di tutti, però, è che, questo ennesimo atto delinquenziale non rimanga impunito come già avvenuto troppe volte in precedenza».

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