Attenzione
«Ragazzi, non sciupate la vita»
L’appello di padre Claudio: rispettate questo dono, fatelo per il vostro amico
CARRARA. «Non voglio parlare di Marco. Non voglio parlare della tragedia. Di chiacchiere ne ho sentite anche troppe. Non è questo il tempo. Io voglio parlare con voi, con voi giovani, gli amici di Marco. È a voi che mi rivolgo».
Padre Claudio Baleani ha fatto subito capire che il discorso funebre pronunciato davanti alle panche piene della chiesa di Santissima Maria Mediatrice, non sarebbe stato un discorso di circostanza.
«Non voglio parlare di Marco, qui lo conoscevamo tutti, lo vedo negli occhi delle tante persone che sono qui - ha continuato il parroco - Marco era un ragazzo che ne aveva passate tante, ma il suo cuore era sempre e comunque grande. Marco era uno che c’era sempre, per tutti: era disponibile e generoso, questo era Marco, anche quando era inquieto, anche quando aveva periodi più difficili rimaneva sempre il ragazzo con il cuore d’oro che tutti abbiamo conosciuto».
Padre Claudio si è poi rivolto ai tanti giovani, gli amici di Marco Crea che hanno voluto accompagnarlo nel suo ultimo viaggio.
«Io dico che se avete amato Marco non dovete dimenticarlo, non dovete mettere il suo ricordo in un cassetto, perché così alla fine lo dimenticherete - ha sottolineato il parroco nella sua orazione funebre- Da Marco dovete imparare un grande insegnamento, dovete ricordarvi, sempre, che la vita va rispettata. Che la vita non si sciupa perché è un dono grande e come tale va trattato».
Parole importanti quelle del parroco, di fronte a una chiesa gremita e silenziosa. Quello di padre Claudio è stato un vero e proprio appello ai giovani. A vivere una vita “normale”
«Quando sono arrivato qui mi hanno colpito e commosso gli striscioni che avete messo per ricordare Marco - ha continuato - Però una cosa ve la devo dire: va bene che parliate di un luogo dove ballare, dove ascoltare la musica insieme. Va bene quando scrivete “io sono vivo”. Ma non quando aggiungete “sono borderline”. Io lo so cosa significa per le famiglie avere a che fare con le persone borderline, voi forse non potete neppure immaginare quanta fatica, quanta sofferenza comporti. E quindi non sono d’accordo con questa vostra frase».
Padre Claudio ha quindi rivolto un pensiero a Marco. Un pensiero molto dolce. «Lui che era così agitato ora riposerà in pace, e sarà vivo nel cuore di tutti voi che gli avete voluto bene».
I ragazzi (tantissimi) presenti in chiesa hanno ascoltato con attenzione, in un silenzio rotto solo dai singhiozzi, le parole del parroco.
Fuori poi, alla fine del rito funebre, l’applauso, i palloncini e la musica. La musica che Marco amava tanto, quella che ascoltava insieme a loro.
(a.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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