Sicurezza
Nasce anche in Lunigiana il gruppo Giocatori Anonimi
CANIPAROLA. La ludopatia è capace di consumare ogni anno un’immensa quantità di denaro e di vite. Sì, anche di vite, perché chi si ritrova affetto da questa malattia ha due alternative possibili...
CANIPAROLA. La ludopatia è capace di consumare ogni anno un’immensa quantità di denaro e di vite. Sì, anche di vite, perché chi si ritrova affetto da questa malattia ha due alternative possibili dinanzi a sé: continuare a giocare e continuare ad essere completamente divorato dal gioco oppure affidarsi a qualcosa capace di salvargli la vita, addirittura di redimerlo.
A questo scopo è nata “Giocatori Anonimi Italia”, un’associazione di auto-aiuto che raccoglie le esperienze di persone diverse con un problema comune. Anche nella Provincia di Massa Carrara è nato, nel 2016, un gruppo di Giocatori Anonimi, che si riunisce, grazie agli spazi offerti dal parroco di Caniparola di Fosdinovo, nell’omonima parrocchia.
La nascita di questo gruppo è merito, oltre che della buona volontà di alcuni ex giocatori in cura al Ser.D. di Carrara, dell’interessamento del direttore stesso del servizio, il dottor Maurizio Varese, responsabile area dipendenze dell'Asl Toscana nord ovest e direttore dell'Unità Operativa Ser.D. di Massa, Viareggio e Lucca, il quale, con la sua équipe, offre un importante aiuto sul territorio nel recupero dalla dipendenza da gioco d’azzardo. Il tutto è stato supportato anche dall'importante contributo della dottoressa Francesca Balestracci, psicologa e psicoterapeuta del Ser.D. di Carrara. Nei giorni scorsi si è svolto, proprio a Caniparola di Fosdinovo, il terzo intergruppo regionale dei Giocatori Anonimi Toscana, che ha visto la partecipazione di persone provenienti da diversi gruppi locali. L’incontro è stata l’occasione per approfondire la conoscenza e la messa in pratica dei suggerimenti contenuti nei dodici passi del recupero, base spirituale dell’intera associazione, oltre che per uno scambio di esperienze, spesso molto forti e di enorme impatto emotivo, capaci di generare molti spunti di riflessione.
E proprio due anni fa creò grande scalpore una storia, fortunatamente a lieto fine, per un lunigianese che si dibattè per una quindicina d’anni con la dipendenza dal gioco, poi sfociata in problemi economici sempre più pesanti, con le banche che chiedevano conto di finanziamenti erogati, e in continue ricadute nella dipendenza, finché gli occhi di una bambina, la nipotina, che chiese di lui in lacrime mentre questi si trovava in una sala slot, riportarono nella sua vita la speranza.
Ora questa persona ha intrapreso un percorso, con i gruppi di lavoro attivati dall’ASL, per affrontare la dipendenza dal gioco lecito. Ma ci sono anche coppie che vanno a giocare alle slot coi propri bambini, matrimoni che vanno in pezzi e gesti di autolesionismo a causa di una passione che può diventare patologica, quella per il gioco lecito.
Gianluca Uberti
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