Attenzione
Carrara, maxi derivato e Barumba doppio rinvio in tribunale
Per l’affaire spiaggia libera otto indagati eccellenti della ex giunta, altri tre per l’operazione finanziaria nel mirino della Procura. Si torna in aula a giugno
CARRARA. Dove a essere il giorno in cui in tribunale, nell’aula del giudice per le udienze preliminari, avrebbe sfilato buona parte della ex giunta, con l’ex primo cittadino Angelo Zubbani.
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Ma l’udienza in cui il gup avrebbe dovuto esprimersi sia sull’affaire Barumba (per la gestione della spiaggia libera della Fossa Maestra) che sulla vicenda del maxi derivato - una operazione finanziaria finita nel mirino della Procura - si è conclusa con un doppio rinvio. Un rinvio legato alla indisponibilità (giustificata) di uno dei legali. E anche a un guasto al sistema softweare nell’aula delle udienze preliminari. I due fascicoli procederanno di nuovo nella stessa giornata di udienza, che è già stata fissata davanti al gip e al procuratore Aldo Giubilaro per il prossimo 21 giugno.
L’affaire Barumba. Nel mirino della procura è finita la gestione “con lo sconto e senza gara”, per le estati 2014 e 2015, della spiaggia della Fossa Maestra. Sono otto gli indagati eccellenti: Angelo Zubbani, l’ex vicesindaco Andrea Vannucci, gli assessori Giuseppina Andreazzoli, Dante Benedini, Massimiliano Bernardi, Giovanna Bernardini, l’ex assessore Fabio Traversi e il dirigente Pier Luigi Bessi. La procura si era mossa sulla base delle indagini portate avanti dalla Capitaneria di Porto di Marina di Carrara.
Il maxi derivato finito nel mirino della Procura. Una “tassa” annuale da un milione di euro. È quanto è costata ai cittadini contribuenti, il "derivato", ovvero l'operazione finanziaria in essere con la società Ixis Corporate & Investment Bank. Un’operazione che risale a fine 2006 (dieci a anni fa, amministrazione Giulio Conti) e per la quale è stato trovato un accordo solo con la nuova amministrazione a Cinque Stelle.
La lente della Procura aveva passato al setaccio questa operazione. Risultato? Tre indagati: l’ex sindaco Angelo Zubbani, con l’ipotesi di abuso d’ufficio; il dirigente alle finanze Stefano Pennacchi e l’assessore alle finanze dell’epoca Claudia Laudanna per peculato. Le motivazioni sarebbero che il primo cittadino, pur avendo da tempo almeno due pareri che lo spronavano ad aprire un contenzioso con la società titolare del derivato, avrebbe aspettato ad aprirlo (la causa è stata incardinata in tribunale a Massa). L’ipotesi di peculato riguarderebbe il fatto che, secondo il procuratore capo Aldo Giubilaro, sarebbero stati distratti a profitto altrui (gli istituti titolari del derivato), denaro appartenente ad altri - in questo caso la collettività carrarese.
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