Il Tirreno

Problemi al Cermec «Gli impianti attuali sono inadeguati»

Problemi al Cermec «Gli impianti attuali sono inadeguati»

Cavazzuti (Pap): «Non è pensato per la raccolta differenziata» Ancora non si sa quando si tornerà a conferire tutto il materiale

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MASSA. I problemi del Cermec e la relativa riduzione del conferimento dei rifiuti, con tutti i rischi che comporta, non potevano lasciare indifferente il mondo politico. E per adesso gli impianti continuano la loro attività a mezzo servizio.E così, anche nella giornata della liberazione, c’è chi tiene viva la questione e prova a offrire un punto di vista.

«Non ci meraviglia la chiusura dell'impianto Cermec. Questo è il risultato di una lunga gestione che ha guardato al sistema del ciclo dei rifiuti come se fosse una problema esclusivamente industriale». Così Nicola Cavazzuti e Silvano Lazzini, rispettivamente candidato a sindaco e capolista di Potere al Popolo alle amministrative di Massa commentano la vicenda.

Ma la critica è più puntuale e investo il modello industriale e di raccolta sul quale Cermec basa la sua stessa esistenza. «Non abbiamo mai assistito nella nostra provincia – proseguono Cavazzuti e Lazzini - ad un approccio che tenesse di conto delle innovazioni intervenute e soprattutto non si è mai considerato il rifiuto come risorsa. L'impianto del Cermec non è certamente adeguato alle evoluzioni della raccolta differenziata e chi lo gestisce è costretto a sperare, per non entrare in crisi economico-finanziaria, che si continui a buttare immondizia così com'è, che la raccolta differenziata non si diffonda come sistema principe. È bastata una "disattenzione", una distrazione "sulla nuova normativa", per mettere in difficoltà due città che hanno dovuto correre ai ripari in modo emergenziale e con ulteriori costi. Come Potere al Popolo riteniamo che occorra dare un taglio netto sia all'attuale gestione del Cermec, sia al modo in cui si sta gestendo il ciclo dei rifiuti nella nostra provincia».

La proposta di Potere al Popolo va in un’altra direzione. «Occorre organizzare sia raccolta che smaltimento secondo la strategia rifiuti zero, trasformare Cermec in un impianto meno impattante e che riesca a sfruttare le opportunità derivanti dalla raccolta differenziata, che dovrebbe essere allargata su tutto il territorio. Riteniamo inoltre che il ciclo di rifiuti non sia solo un problema comunale ma dell'intero comprensorio provinciale e l’obiettivo dovrebbe essere quello di arrivare ad una azienda unica pubblica provinciale che gestisca il processo dalla raccolta allo smaltimento: con la crescita virtuosa della differenziata potremmo gestire nel nostro territorio quasi la totalità del ciclo dei rifiuti».

C’è chi affronta invece la questione della Tari, come l’associazione Area 2018. E si chiede perché al momento non è possibile la riduzione della tassa, individuando dei motivi precisi. «È necessario il “sistematico monitoraggio a soggetto” del conferimento dei rifiuti che, purtroppo, a Massa non viene effettuato.

In questo quadro, anche l’eventualità di una Azienda unica sovra-provinciale lascia intendere che sarà ancora più complesso, se non impossibile, individuare i cittadini virtuosi corrispondendogli la giusta premialità con la riduzione della Tari. Un’altra contraddizione su cui riflettere riguarda il Cermec che, in termini di tonnellaggi di rifiuti conferiti, “guadagna” dalla raccolta indifferenziata. E noi ci chiediamo, quale interesse può esserci a “spingere” sulla raccolta differenziata con un impianto del genere presente sul nostro territorio?».

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