Il Tirreno

Due nomi per identificare il cadavere di Castelpoggio

Due nomi per identificare il cadavere di Castelpoggio

La prossima settimana il medico legale effettuerà l’autopsia sui resti recuperati L’uomo era ben vestito e aveva un orologio al polso: sono gli unici elementi certi

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FOSDINOVO. L’autopsia è stata rinviata per consentire alla squadra mobile di avere un quadro completo. E gli agenti di Antonio Dulvi Corcione in attesa dell’esame autoptico, che verrà eseguito dal medico legale Susanna Gamba entro la prima settimana di maggio, hanno trovato degli elementi per identificare con certezza l’identità dell’uomo senza vita travato da due escursionisti alla Spolverina, la strada che collega Fosdinovo a Castelpoggio. Sono due i nomi che sono rimasti in mano agli inquirenti, si tratta di persone che sono scomparse più di un mese fa. Quindi compatibili con i resti ritrovati nel bosco. Ma per poter dire di chi si tratta occorrono le prove scientifiche del dna. E soprattutto serve l’autopsia per poter escludere la morte violenta. E quindi chiudere l’indagine.

Lo sconosciuto quando è stato ritrovato aveva al polso un orologio, fermo a una data precedente all’introduzione dell’ora legale. Unica traccia al momento utile. La scarsità di elementi a disposizione costringe gli inquirenti a una minuzia notevole, nel valutare i particolari e formulare ipotesi. Il ventaglio di opzioni è molto ampio e perdersi su una falsa pista è un pericolo da scongiurare.Si parte dai punti fermi. Il vestiario, intanto. L’abbigliamento trovato addosso al cadavere è piuttosto curato. Non vestiti raccolti o lisi, ma capi piuttosto ben tenuti. Questo permette di collocare all’interno di un certo gruppo sociale l’uomo, probabilmente una persona benestante. Non qualcuno spinto ai margini della società, costretto a vivere di espedienti senza soldi in tasca. In seconda battuta va presa in considerazione la modalità del ritrovamento. L’uomo trovato era una persona ben piazzata. Alto almeno un metro e ottanta e piuttosto pesante, muscoloso. «Per portarlo via sono servite quattro persone - aveva detto Corcione che coordina le indagini - e questo ci dice una cosa. Non avendo segni di taglio sui vestiti, e non avendo noi trovato tracce di sangue addosso o intorno al cadavere, è difficile, se di omicidio dovesse trattarsi, che qualcuno abbia potuto trasportarlo lì senza colpo ferire. Possibile dunque la strada del malore».

Ipotesi che si sposa con la posizione nella quale è stato trovato. Rannicchiato, quasi in posizione fetale. Come a volersi nascondere. Restano i cosiddetti esami delle impronte papillari, predisposti dalla scientifica ma ostacolati in parte dal cattivo stato di conservazione della pelle sulle mani. Comunque finora i due nomi in mano agli inquirenti sono compatibili con gli elementi finora raccolti.

Ma per poter sciogliere gli ultimi dubbi occorre aspettare che il medico legale svolga l’autopsia. Poi forse quel norto avrà un nome.



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