Lutto
Canti, lotta e memoria per una Liberazione tutta lunigianese
Solito successo a Fosdinovo per “Fino al cuore della rivolta” A Tresana le istituzioni. Ferri: «È momento di unità»
LUNIGIANA. «Eravamo 10mila persone»: questo il bilancio entusiasta di Alessio degli Archivi della Resistenza. Il festival “Fino al cuore della rivolta”, come tutti gli anni, ha celebrato a Fosdinovo la sua XV edizione. Al pranzo sociale è seguito il concerto. Soddisfatto anche Nando Sanguinetti: «È andata davvero bene, la festa ha avuto una grande affluenza. C’erano tanti giovani, ma tanti davvero! 300 persone si sono fermate a mangiare. Nonostante l’età e gli acciacchi è intervenuto anche il partigiano combattente Giorgio Mori che ha riesumato i valori della Resistenza, scaldando un po’ la grande platea che c’era. L’organizzazione era perfetta: c’era un’ambulanza di posto fisso e naturalmente la polizia. È andata oltre le nostre aspettative. Noi come Anpi abbiamo messo su il gazebo insieme ad Aci-Cgil: abbiamo raccolto le firme per le liste d’attesa, per Mai più fascismi e una petizione di Anpi di Carrara per sensibilizzare l’opinione pubblica per darci una sede più adeguata, più idonea alla nostra attività. Conserviamo lì un patrimonio culturale degli archivi della resistenza, ma per raggiungerli ci sono oltre 50 gradini da salire. Abbiamo avuto degli incontro col sindaco, ma pensiamo che le firme daranno più forza alla nostra istanza».
Festa provinciale a Tresana. Celebrazioni ufficiali in provincia a Tresana, tra gli altri presente il sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia Cosimo Maria Ferri.
A margine della cerimonia Ferri ha dichiarato: «La festa della liberazione del 25 aprile ci consente di fissare nel tempo la nostra identità. Riflettere sulla storia e su quello "che è stato" non è, infatti, un vuoto esercizio retorico, ma significa comprendere il valore delle nostre azioni e scoprire chi siamo veramente. L’anniversario della Liberazione deve rappresentare oggi, come nel passato, l’affermazione della democrazia e della convivenza pacifica tra i popoli, principi e valori che hanno caratterizzato la nascita della nostra costituzione. Riflettiamo sul significato più profondo di questa giornata che deve essere un momento di unità necessario per superare tutte le divisioni e le barriere politiche, sociali, religiose e culturali, rafforzando la legalità, l’uguaglianza, l’integrazione sociale e il rispetto della dignità della persona umana. Poche volte nella storia della nostra Italia è possibile intravedere quello spirito unitario che soltanto nei momenti di estrema difficoltà noi italiani riusciamo a trovare».
La tradizione da rispettare. Emblematico il gesto nel giorno della Liberazione di Lida Pedrini, classe 1919, che nonostante in questa giornata non stesse molto bene ha chiamato il figlio Gildo affinché venisse rispettata la tradizione di esporre il tricolore in onore dei famigliari caduti nella guerra e continuare quanto svolto dal padre in questa giornata.
Quindi aiutata dai famigliari si è fatta ritrarre con il tricolore. La sua mamma era deceduta nel 1944 a causa di un bombardamento e il suo papà da allora partiva al mattino presto con gli amici e andava a festeggiare sui monti per lo scampato pericolo.
Una famiglia di veri socialisti con Lida che lo scorso anno ha ricevuto la tessera onoraria dell’Anpi. Insomma tenacia e rispetto del proprio credo per questa anziana socialista che nonostante l’età, 99 anni, e il fatto che non stesse proprio bene, ha voluto mantenere un impegno, festeggiare la giornata del 25 aprile, la Liberazione, indossando il tricolore.
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