Il Tirreno

La Regione chiede un incontro con Bcube e Oma

di Benedetta Bianchi
La Regione chiede un incontro con Bcube e Oma

Dopo il meeting con i sindacati la decisione di Firenze La parola d’ordine è salvaguardare i posti di lavoro a rischio

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MASSA. Regione Toscana convocherà Bcube e Oma, le due aziende della logistica titolari degli appalti sui due siti industriali BhGe di Massa ed Avenza per cercare di salvaguardare i livelli occupazionali dopo l’annuncio della fine dei contratti con Fc Imballaggi e Vivaldi e Cardino.

È quanto emerso dall’incontro di ieri mattina a Firenze convocato dal consigliere del presidente per il lavoro Gianfranco Simoncini con i sindaci di Carrara Francesco De Pasquale, di Massa Alessandro Volpi, i segretari generali di Cisl, Andrea Figaia, e Cgil, Paolo Gozzani, di Massa Carrara, i segretari Fim Michele Folloni e Fiom Luisa Pietrini, il coordinatore nazionale Fiom del gruppo BhGE Daniele Calosi e il responsabile della segreteria del presidente Rossi Paolo Tedeschi.

Un incontro ritenuto positivo da Folloni perché «con la Regione e Simoncini c'è convergenza su quelle che sono le azioni da mettere in campo, quindi il recupero delle persone licenziate e sgombrare il campo dalla parola "esuberi"; la Regione farà pesare il suo ruolo al tavolo con le aziende nel convincerle a trovare soluzioni in un territorio in difficoltà come il nostro dove non si può perdere neppure un posto di lavoro, figuriamoci sessantacinque».

Simoncini ha fatto presente l'attenzione verso la vertenza con l'unico obiettivo di salvaguardare l'occupazione e l'impegno della Regione per rafforzare la presenza del gruppo BhGE con firme di intese specifiche sul territorio apuano. In questo senso, i sindacati sono stati rassicurati del fatto che l’insediamento di Piombino sarà complementare e non in concorrenza con lo yard e punterà ad aumentare l'offerta complessiva di prodotti che il gruppo potrà realizzare in Toscana. Oltre ad Oma e Bcube, Regione Toscana si è già attivata anche con i vertici dell'ex Nuovo Pignone per avere un quadro delle prospettive dell'indotto connesso ai due stabilimenti e, nei prossimi giorni, convocherà un tavolo con i sindacati per fare il punto sui risultati dei protocolli definiti dalla stessa Regione con il gruppo Ge e le ricadute sul territorio.

«Sono impegni che scaldano il cuore – ha riferito Luisa Pietrini ai lavoratori – ma devono essere veloci e non ci basta l’appoggio a parole della Regione, si deve concretizzare; di certo a B-Cube non verrà permesso di ampliare gli appalti, come chiesto, se crea esuberi». Mentre una parte dei sindacati era impegnata a Firenze, in contemporanea Alessio Castelli della Fiom, Lido Lambruschi Fim e Giancarlo Leorin della Uilm hanno incontrato Claudio Gervasoni, amministratore delegato di Bcube. Sul tavolo, come riportato da Castelli, l'azienda ha messo gli sforzi nel voler recuperare parte dei licenziamenti annunciati, probabilmente una trentina. Ma è un piano ancora tutto da verificare in base all’acquisizione di nuovi appalti.

Quello che è certo, è che in seguito alle notizie ricevute ieri, le organizzazioni sindacali e gli stessi lavoratori ora chiamano in causa Pignone; «non può non sapere cosa accade nel sito e se non fa nulla è complice» ha detto Castelli ribadendo che «non c’è più possibilità da parte di nessuno di negare le operazioni che si stanno portando avanti a livello di contratti che passano da indeterminati a determinati».

In attesa di un tavolo futuro tra Massimiliano Turci, direttore di BhGe di Massa, e i titolari di Bcube, giovedì 26, per la prima volta, scenderanno in strada i dipendenti di Baker Hughes a sostegno dei colleghi di Fc Imballaggi ed è previsto anche un corteo nei pressi dello stabilimento di via Dorsale.

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