I bimbi più capricciosi trascinati per i piedi
I video raccolti dagli inquirenti svelano le punizioni per chi non obbediva. E spunta pure la stampella
CARRARA. Quello che succedeva all’interno delle classi dell’asilo finito sotto inchiesta è stato registrato per tre mesi grazie ad alcune microtelecamere fatte installare dal magistrato titolare dell’indagine, il sostituto procuratore Alessandra Conforti. Da ottobre a dicembre, con un paio di proroghe concesse dal gip per consentire agli inquirenti di raccogliere le prove. Il pubblico ministero ha detto di aver fatto fatica a guardare quelle immagini: una delle maestre usa una stampella, di cui aveva bisogno per camminare a causa di un infortunio, per spaventare uno dei bimbi più scalmanati. Un altro che si sdraia per terra e si rifiuta di camminare viene trascinato per i piedi lungo tutto il pavimento della sezione. Ma le telecamere dicono anche altro, fanno capire lo spavento con cui i compagni guardano l’amichetto che fa i capricci perché temono per lui la reazione della insegnante. «Non si può dire che era un lager oppure un asilo degli orrori, ma a nostro avviso il comportamento delle maestre andava oltre il consentito. E per questo abbiamo configurato il reato di maltrattamenti», spiega Conforti.
L’indagine è partita nell’aprile di un anno fa, quando Genova ha trasmesso gli atti della denuncia presentata dalla onlus La via dei colori. Ma la verà attività è stata eseguita in autunno: «Durante la pausa estiva era impossibile accertare quello che avveniva all’asilo perché i bambini non c’erano», dice il procuratore capo Aldo Giubilaro per sottolineare i tempi rapidi dell’accertamento.
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