Il Tirreno

Carrara, bimba con la bici sul bus costretta a scendere

di Luca Barbieri
Carrara, bimba con la bici sul bus costretta a scendere

La protesta della mamma: non dava noia a nessuno, l’avevamo messa in un angolo. Dal Ctt spiegano: non è consentito il trasporto delle due ruote sui mezzi pubblici

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CARRARA. La invitavano, sottolinea la madre, a scendere, a non fare perdere tempo al resto dei passeggeri. «Scendi, scendi, dobbiamo andare a lavorare», ripetevano; in tutto questo la figlia, una bambina, piangeva.
E' l'epilogo di una mattinata, e di un episodio, che una madre – che preferisce rimanere anonima – ha voluto raccontare.
Ma andiamo con ordine. Doveva essere una giornata come tante altre; dovevano andare a Massa in autobus «per un impegno obbligatorio», madre e figlia. E allora insieme sono partite di casa, hanno raggiunto la fermata dell'autobus e poi, una volta arrivato il mezzo, sono salite.

Loro, come sempre, ma questa volta hanno portato anche una bicicletta, «una bicicletta da bambini, messa in un angolo», riporta sempre la madre. A un certo punto, però, mentre leggevano – ripercorre le tappe della mattinata – dopo «qualche fermata», l'autista non riprende la corsa e si ferma.
«Mi ha detto – dice – che con la bici non potevo stare». Ne nasce quindi una discussione: da un lato le ragioni del dipendente che spiega che no, lì quella bicicletta non può stare; dall'altra parte la madre, sorpresa.
«Ho provato a spiegare – continua la donna – che la bici serviva per la bimba una volta scese. Dovevamo fare un pezzo di strada a piedi e aveva male a una gamba, era meglio per lei utilizzare la bicicletta. Non mi ha dato spiegazioni sulle regole; ho chiesto anche se dovevo pagare, ma niente, mi ha detto che non potevo stare con la bici. La bici è piccola, da bambina, non c'era nemmeno pieno sul bus ed era in un angolo. Non dava noia a nessuno».

Alla fine la mamma decide di interrompere la discussione: «Sono scesa e ho ripercorso il tratto fatto con l'autobus a piedi, la bambina in bici. Circa mezz'ora di camminata, per poi riprendere un altro autobus, senza bici però questa volta».

E così se dall'azienda Ctt Nord nel frattempo puntualizzano a a tal proposito che «non è consentito il trasporto di biciclette» - scrivono -, quello che non ha mandato ancora giù la madre non è stata la questione rappresentata dalla bicicletta della figlia. Certo, ammette, considerata la situazione si aspettava una maggiore elasticità da parte dell'autista; ma in realtà è altro ciò per cui è davvero dispiaciuta: ovvero il trattamento che ha ricevuto dagli altri passeggeri, interessati, ribadisce più di una volta, più ai loro impegni della mattinata che alla querelle nata tra lei e l'autista per la bicicletta. «Ci dicevano di scendere e basta, che così stavamo facendo perdere tempo. Che dovevano andare a lavorare. E' una cosa di cui sono dispiaciuta molto non per me, ovviamente, ma per la bimba che davanti alla situazione ha iniziato a piangere».

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La bambina, conclude infatti, inizia a piangere, la discussione con l'autista sembra andare per le lunghe e i passeggeri sono spazientiti dall'attesa; la madre prende la bici e la bambina per mano e scende dal bus: «mi è dispiaciuto- conclude - che nessuno abbia preso le parti della bambina, nessuna "solidarietà"».
 

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