Il dolore
Operai Pignone, oggi è decisivo
Sindacati su due fronti: vertice con Bcube e poi con sindaci e provincia a Firenze incontrano la Regione
MASSA. Quella di oggi potrebbe essere la giornata della svolta per i lavoratori dell’indotto Pignone oppure potrebbe confermare i sessantacinque licenziamenti complessivi, tra Vivaldi e Cardino e Fc imballaggi.
Oggi, infatti, sono in programma due incontri fondamentali per cercare di avere un quadro più chiaro di ciò che sta accadendo all’interno degli stabilimenti apuani e, soprattutto, nella gestione degli appalti e subappalti. Da una parte, i rappresentanti sindacali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm assieme ai sindaci Alessandro Volpi e Francesco De Pasquale al presidente della provincia Gianni Lorenzetti saranno a Firenze dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sia per parlare della vertenza Fc imballaggi sia per eliminare ogni dubbio su che fine abbiano fatto gli investimenti regionali sui siti Pignone di Massa e di Avenza e sulla diminuzione del lavoro in favore dello stabilimento di Piombino. Preoccupazioni già espresse dai sindacati alle istituzioni locali durante l’incontro di venerdì scorso.
Dall’altra parte, Fim, Fiom e Uilm saranno anche impegnati in un incontro con i vertici aziendali di B-Cube, la multinazionale che si occupa di logistica che non rinnoverà il contratto di appalto a Fc Imballaggi causando di fatto i cinquantadue esuberi. «Quelle aziende non hanno qualità imprenditoriale perché gli appaltatori creano ditte finalizzate a guadagnare sulla pelle dei lavoratori finché possono e non a cercare contratti, così quando finisce il lavoro se ne vanno» racconta Osvaldo Manfredi, Rsu Pignone e della segreteria Fiom.
«È una situazione che non può più andare avanti in questo modo, la questione interessa direttamente Baker Hughes perché ha bisogno di chi porti avanti le attività – aggiunge Manfredi – però dobbiamo capire come mai se il lavoro è “flat”, cioè in pari con il 2017, e le aziende erano strutturate per questo numero di operai oggi procedono con esuberi; il lavoro c’è, ma per profitto lo stanno ottimizzando».
Poi aggiunge che Pignone, in questo momento, sta cercando di mediare per far sì che nessuno perda il posto di lavoro. Non è interesse di Baker Hughes, controllata al 36 per cento da Ge oil&gas, avere lavoratori in sciopero e del resto, come sottolineato più volte dai sindacati, i dipendenti Pignone sono tutelati in ogni forma.
«Nel sistema degli appalti le ditte hanno libertà di impresa», a detta della Rsu, e i discussi esuberi degli ultimi tempi sono il motivo per cui tutto il sistema sarà discusso in occasione del rinnovo del contratto integrativo che, probabilmente, arriverà solo nel 2019. Ieri, per il quarto giorno lavorativo consecutivo, le tute arancioni di Fc imballaggi erano di nuovo in presidio di fronte ai cancelli, ma questa mattina lo sciopero è stato interrotto; gli operai sono entrati in fabbrica anche se hanno dichiarato lo stato di agitazione ed in giornata convocheranno un’assemblea per essere aggiornati sugli esiti degli incontri pronti ad intraprendere altre forme di protesta, se necessario.
Per la prima volta arriverà anche la solidarietà dai dipendenti Pignone che giovedì 26 effettueranno uno sciopero di due ore per ogni turno lavorativo.
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