Il dolore
Maltrattamenti, spuntano anche i video
Nei filmati si vedono le maestre e gli alunni. Intanto le insegnanti restano al loro posto di lavoro
CARRARA. Ci sono dei video che riprendono le maestre maltrattare i bimbi. È questo che emerge dall’inchiesta sui maltrattamenti in una scuola primaria di Carrara ed è questo che ha spinto gli inquirenti a notificare l’avviso di chiusura delle indagini alle quattro docenti finite nel registro degli indagati dopo la denuncia di una collega e della madre di uno dei piccoli finito nel mirino delle insegnanti. Indiscrezione che non viene né confermata né smentita dalla procura che si guarda bene dal commentare. Intanto le maestre continuano a svolgere il loro lavoro, dato che nessun provvedimento è stato preso nei loro confronti, né da parte dell’istituto né da parte da chi sta indagando.
Intanto la parte civile aspetta, forte del fatto che l’esposto ha smosso qualcosa. «Mi aspetto un bel processo che faccia chiarezza su questa storia»., aveva detto nei giorni scorsi l’avvocato Giulio Canobbio, legale delle donne (una maestra e la mamma di uno degli alunni vittima dei maltrattamenti) che hanno denunciato per prime la storia di maltrattamenti avvenuta in una scuola dell’infanzia di Carrara. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Alessandra Conforti ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini alle quattro docenti iscritte nel registro. Adesso toccherà alla difesa - l’avvocato Luca Pietrini - presentare una memoria, dato che le sue assistite negano ogni addebito. Venti giorni di tempo per farlo. L’avvocato Canobbio non si sbilancia, anche se grazie alla sua richiesta di avocazione (i fatti risalgono al 2014) il fascicolo è stato chiuso: «Non ho ancora gli atti (dovrebbero arrivare nel suo ufficio alla fine della settimana) e quindi non so che accertamenti sono stati fatti, ma come detto voglio andare in aula per fare chiarezza».
I fatti risalgono al 2014. A segnalare cosa avveniva tra le mure della scuola era stata una maestra che vedeva le sue colleghe colpire i bimbi, urlare contro di loro ("maiale", "schifoso", "sudicione"). Un bambino marocchino è stato offeso con frasi razziste: "Torna sul barcone da dove sei arrivato". La donna ha segnalato i fatti alla preside e ai carabinieri ma i suoi tentativi l’hanno trasformata in una vittima di mobbing. Così con la mamma di un bambino, la maestra si è rivolta a La Via dei Colori onlus, associazione punto di riferimento in Italia per minori e minoranze vittime di maltrattamenti in strutture scolastiche e assistenziali. La denuncia è del 13 marzo 2017. Dopo un anno non si sapeva nulla delle indagini, così Canobbio ha presentato richiesta di avocazione. L’ultimo episodio di maltrattamenti risale a gennaio, anche perché poi la maestra che ha denunciato tutto si è messa in malattia. Non prima di aver visto una maestra che stringeva il braccio al collo di un bambino, il piccolo aveva il viso rosso e lei la guardava con sfida. Da lì l’aggravamento del suo stato di salute. Resta da capire cosa abbiano ripreso le telecamere. Ma se l’inchiesta è arrivata a questo punto l’accusa è convinta delle prove raccolte fin qui. (d.d.)
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