Attenzione
Volpi stravince: è lui il candidato sindaco
Simone Ortori fermo al 29%. Ma la partecipazione è fiacca: soltanto 3.018 i votanti. Perinelli: orgogliosi, ripartiamo da qui
MASSA. Non sono i grandi numeri del 2013 ad incoronare il candidato a sindaco del centro sinistra perché stavolta le primarie non sono davvero un bagno di folla.
Ma chi ha deciso di andare e dire la sua lo ha fatto con decisione perché, pur nella partecipazione ridotta, la vittoria del sindaco uscente Alessandro Volpi è schiacciante. Il candidato del Partito democratico porta a casa 2.123 voti pari al 71% dei voti espressi e segna un distacco importante sullo sfidante Simone Ortori. Sostenuto da Articolo Primo e Massa Futura, Ortori si conquista la preferenza del 29% dei votanti. Tradotto in numeri: 864 X sul suo nome. C’è un solo seggio in cui Ortori riesce a superare, e alla lunga, Alessandro Volpi ed è San Carlo Pariana (35 a 188), suo “feudo” e non soltanto perché lì abita, ma perchè Ortori nella difesa di quei versanti montani ha concentrato tanta parte della sua energia politica.
Il Pd, quindi, dopo un logorante percorso ad ostacoli, approda alle primarie e le vince. Certo che la vittoria rappresenti solo il punto di partenza. Il dato della partecipazione è ben lontano da quel 2013 in cui a votare, al primo turno delle primarie, andarono quasi 11.500 persone. Vero che, in quel caso, i candidati in lizza erano 5. Altrettanto vero comunque che al ballottaggio (allora ci fu anche il secondo turno), quando i candidati erano soltanto 2, i votanti raggiunsero comunque quota 7.898.
Partecipazione ai minimi termini quindi rispetto a 5 anni fa, nonostante il raffronto sia operazione difficile perché il quadro politico, nazionale e locale, è ben diverso da quello del 2013 e ben diverse sono le dinamiche che hanno portato a scegliere e organizzarle primarie. Il Pd, consapevole del quadro mutato, si aspettava 4.000- 5.000 votanti, deve accontentarsi di 3.017 e di aver portato a casa la vittoria nonostante un percorso che lo stesso Volpi non esita a definire «tormentato».
Lui alla sede del Pd arriva quando i giochi sono quasi conclusi e le schede quasi tutte scrutinate: manca l’ufficialità, ma la sua vittoria è evidente. Ad incoronarlo è l’applauso di chi in sede lo aspetta e non soltanto i volti del Pd, ma anche quelli di chi il percorso primarie lo ha sostenuto, ma dall’esterno.
Per Volpi il dato dell’affluenza non è così negativo perché «i giorni per preparare la campagna sono stati pochi, perché il voto è stato nella prima giornata d’estate, perché molti hanno pensato che la partita fosse già segnata. Il fatto che oltre 3.000 persone siano venute e a votare depone a favore del lavoro fatto. Penso - aggiunge Volpi - che il risultato sia positivo soprattutto perché arriva a chiusura di un percorso, quello delle primarie, che è stato faticoso». Il Pd e le primarie - secondo Volpi - hanno centrato l’obbiettivo e non soltanto candidandolo al secondo mandato, ma «consentendo di riunificare quasi tutto il centrosinistra». Adesso, però, c’è la sfida vera: «Questo è solo l’inizio. Dobbiamo completare l’impegno amministrativo». Prossimo step: preparare le liste dei candidati al consiglio comunale.«Dobbiamo mettere insieme varie forze e puntare sulla qualità e - aggiunge Volpi - sulla competenza». Le primarie per riunire e - assicura il sindaco uscente - dare nuovo stimolo. Prima di tutto ai lavori consiliari perché in ballo c’è l’approvazione del regolamento urbanistico:«Da domattina (leggi: stamani) saremo in consiglio e così per tutta la settimana. Approvare il regolamento sarebbe un risultato storico, risultato a portata di mano. Le primarie ci danno una spinta». E un vantaggio sugli altri - assicura il Pd - Il vantaggio di avere un candidato scelto dagli elettori. Ne è convinto anche Luca Perinelli, segretario comunale del partito, il tessitore, l’uomo che per settimane ha lavorato per unire il centrosinistra e portarlo ai gazebo. Lui adesso è certo che sia stato comunque centrato «un risultato importante. Risultato che ci inorgoglisce e ci attribuisce la responsabilità di ripartire. Da qui continuiamo con trasparenza e partecipazione». Ora il Pd punta tutto al 10 giugno e con il Pd ci punta chi le primarie le ha sostenute o accettate perché adesso - nella parole della consigliera di Leu Sabrina Bertelloni - i leoni cominceranno a ruggire.
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