Sicurezza
«Votare per chiudere una stagione»
Pensate a questi 5 anni ed a cosa vorreste per i prossimi, votate con la vostra testa.Voglio fare i migliori auguri al mio avversario Volpi, gli stringo “simbolicamente” la mano, visto che non ho...
Pensate a questi 5 anni ed a cosa vorreste per i prossimi, votate con la vostra testa.
Voglio fare i migliori auguri al mio avversario Volpi, gli stringo “simbolicamente” la mano, visto che non ho potuto farlo in un confronto pubblico alla pari, da lui sempre rifiutato.
Al centro dell’alternativa che propongo alla città, c’è il rispetto per l’avversario, cosa che puntualmente è mancata anche in questa campagna per le primarie e che, badate, non è tanto un’offesa alla mia persona (di cui è giudice la città) ma un “marchio di fabbrica” che si rinnova a demolizione delle speranze che, alcuni, hanno riposto in una maturazione del candidato Volpi.
C’è, al contrario, la riproposizione di una modalità di gestione del potere a cui è necessario non adeguarsi e proporre un’alternativa.
Le vicende della politica hanno fatto ricadere nella mia candidatura la possibilità di chiudere una stagione ed aprirne, immediatamente, un’altra.
Quello che chiedo è il voto ad un progetto che parte dal rispetto delle diversità e della ricostruzione dei luoghi della partecipazione dentro e fuori le Istituzioni, mancanze a cui dobbiamo addebitare tanti dei problemi che continuano a tenere in scacco la città: le sabbie mobili (da cui c'è da uscire) in cui è finito il regolamento urbanistico in primis.
Pensiamo a quante volte abbiamo detto che sarebbe stato utile alla città un punto di riferimento comunale che ricollegasse il mondo del lavoro a Regione e Governo, che vigilasse su quanto accade dentro e fuori le fabbriche, fra le ditte esterne di grandi compagnie come il Pignone.
Così come abbiamo visto esplodere vicende come la lotta contro il caro-bollette Gaia, senza che fossimo in grado come ente locale di stare alla testa di quella volontà di difesa del bene comune acqua.
Per non parlare di tutta la mobilitazione No-aru in difesa di un’idea partecipata di pianificazione territoriale o di ciò che accade per quanto riguarda il diritto alla salute e l’accesso ai servizi sanitari pubblici in un territorio malato come il nostro.
Queste, ed altre vicende, hanno sempre visto il consiglio comunale e l’amministrazione arrivare dopo.
Quando mai la città, i Partiti, le associazioni, sono state realmente interrogate su questi problemi per iniziativa di Volpi? Ognuno cerchi la propria risposta. Ecco il marchio di fabbrica che si ripropone nell’indisponibilità al confronto vero, quello che ti dice che "le cose non vanno", ieri con la città, in questa campagna per le primarie con me.
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