Il Tirreno

Quasi tutti scioperano negli stabilimenti Pignone

di Benedetta Bianchi
Quasi tutti scioperano negli stabilimenti Pignone

Adesione altissima per lo stop messo in atto dalle 6 alle nove di ieri Domani sciopero con presidio dalle 8 alle 17, martedì incontro con BCube

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MASSA. I lavoratori della Fc Imballaggi «non mollano di un centimetro» e, dopo il corteo in centro città di venerdì, ieri mattina sono tornati a manifestare di fronte allo stabilimento Baker Hughes Ge di Massa. Un’adesione quasi totale per lo sciopero messo in atto dalle 6 alle 9 proclamato da Fim, Fiom e Uilm per le aziende dell’indotto e di Nuovo Pignone per i lavoratori afferenti al contratto metalmeccanico. Domani, lunedì lo sciopero con presidio di Fc imballaggi è previsto nuovamente con orario 8-17. Giorno dopo giorno continuano ad arrivare alle tute arancioni messaggi ed iniziative di solidarietà da parte degli operai di altre ditte e, per la prima volta in questi mesi di vertenze, è stato proclamato, per giovedì 26, uno sciopero di due ore per ogni turno lavorativo dei dipendenti Pignone.

Martedì 24, inoltre, i sindacati di categoria incontreranno la dirigenza di B-Cube, azienda dell’indotto che al 31 luglio non rinnoverà l’appalto proprio ad Fc Imballaggi lasciando a casa cinquantadue persone; un appuntamento in cui Fim, fiom e Uilm cercheranno di capire come l’azienda madre, la cui intenzione è riportare il lavoro in house, stia riorganizzando il sistema di appalti e il lavoro all'interno del Pignone. I sindacati non hanno mai nascosto le preoccupazioni - e le hanno ribadite ai sindaci di Massa Alessandro Volpi e di Carrara Francesco De Pasquale e al presidente della provincia Gianni Lorenzetti - per un possibile potenziamento del sito di Piombino a svantaggio degli stabilimenti apuani, in particolare dello yard di Avenza dove, sulla carta, sono stati fatti investimenti per milioni di euro, ma fattivamente l’area non è provvista neppure di una mensa e di un refettorio per le pause pranzo degli operai «costretti a mangiare un panino seduti per terra nel piazzale» come hanno raccontato i sindacati. E questo, unito al riconoscimento di area di crisi complessa per Piombino a fronte dell’area di crisi semplice per Massa Carrara, per i rappresentanti sindacali potrebbe essere un segnale da non sottovalutare e su cui le istituzioni locali chiederanno chiarimenti a Regione Toscana. La Regione e il governatore Enrico Rossi sono stati tirati in ballo per i diversi accordi e protocolli di intesa che avrebbero dovuto portare ricchezza sul territorio e non esuberi. «La Regione ha investito anche sulla formazione di 80 unità assunte nel febbraio 2017 da Oma con contratti a tempo indeterminato e, al momento, legate al progetto del modulo Tengiz da realizzare entro il 2019 – riferisce la segretaria Fiom Luisa Pietrini – ma se esistono problematiche nell'indotto siamo certi che non siano a rischio anche loro?».

E c’è anche qualcosa, all’interno dello yard di Avenza in particolar modo, che ai sindacati non è chiaro: «stanno nascendo agenzie interinali in Romania per assunzioni precarie – ha detto Alessio Castelli della Fiom – e chi vuole vedersi riconosciuti i propri diritti, o lo stesso sindacato, è stato minacciato da lavoratori stranieri». Giancarlo Leorin, Uilm, sottolinea come «in questo momento sindacati stiano affrontando una fase sindacale e una di ordine sociale».

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