Il Tirreno

Massa, pista abusiva nel bacino di Rocchetta

La pattuglia della Forestale
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La pattuglia della Forestale

Sequestro della Forestale. L’indagine nata da una segnalazione. I militari sono a caccia degli autori dell’abuso

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MASSA . Grazie a una segnalazione, i carabinieri forestali della stazione e del nucleo investigativo di Massa hanno avviato una attività di controllo mirata ad accertare l’apertura di un nuovo tracciato stradale nel bacino estrattivo di Rocchetta. Poiché la zona si trova sul confine tra i comuni di Massa e Carrara, sono stati coinvolti entrambi i comuni e nel corso di un sopralluogo congiunto con i tecnici degli enti si accertava che effettivamente, utilizzando un mezzo meccanico cingolato, era stato aperto un tracciato che permette di collegare il bacino estrattivo di Rocchetta in comune di Massa con la strada “vicinale dei Cavatori” che dal crinale, confine tra i due comuni, scende fino a Bergiola Foscalina. I tecnici hanno confermato che non esisteva al riguardo nessuna autorizzazione.

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La nuova pista, nel tratto più elevato, ricalca il tracciato di un sentiero pedonale che dal crinale scendeva per ottanta metri in territorio di Massa; con i lavori abusivamente realizzati adesso esiste invece una pista lunga quasi cinquecento metri e larga oltre quattro che si collega alla viabilità di cantiere delle cave della Rocchetta. Il tracciato è stato realizzato scavando sui versanti boscati a forte pendenza che delimitano la porzione più elevata del bacino estrattivo, ha interessato il corso d’acqua denominato Fosso della Rocchetta e si sviluppa, con tre stretti tornanti, su un dislivello di circa cento metri. Viste le pendenze e le caratteristiche del fondo, caratterizzato da scaglie rocciose anche grossolane, non si tratta di una strada percorribile da qualunque mezzo, ma è funzionale al transito di sole macchine operatrici cingolate.

Nel realizzare l’intervento, che lambisce l’area del parco delle Apuane, è stata eliminata la copertura forestale costituita da arbusti e da alberi di castagno e carpino nero, più rada in basso a causa delle alterazioni conseguenti a vecchie escavazioni e più fitta nella parte alta; sul tracciato sono ben visibili i resti degli alberi ed arbusti di recente scalzati e sradicati. Inoltre sono stati eseguiti consistenti movimenti di terra e roccia, scavando le scarpate a monte e scaricando il materiale a valle. In un punto addirittura per raggiungere la larghezza utile al passaggio dei mezzi, sono stati posizionati, in modo piuttosto precario, alcuni blocchi di marmo sotto ai quali si vedono adesso segnali di cedimento del terreno. Infatti, anche se i lavori sono stati realizzati di recente, i periti stimano tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, il versante mostra già numerosi segni di instabilità e dissesto. Le indagini per individuare i responsabili dell’abuso sono tuttora in corso; l’ipotesi più accreditata è che l’intervento sia da ricollegare alle attività estrattive attive sui due versanti.

Al momento si è ritenuto opportuno procedere al sequestro ai fini probatori del tracciato, al fine di evitare che possa essere manomesso nei prossimi mesi. E intanto è caccia aperta ai responsabili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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