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La procura sceglie il silenzio La parte civile chiede il processo

La procura sceglie il silenzio La parte civile chiede il processo

Giubilaro mantiene il basso profilo: «Indagini chiuse, più di tanto non si può dire in questa fase» Ma la onlus anti maltrattamenti dei minori rivendica: «Merito nostro se arrivati fino a qui»

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CARRARA. «Mi aspetto un bel processo che faccia chiarezza su questa storia». A parlare è l’avvocato Giulio Canobbio, legale delle donne (una maestra e la mamma di uno degli alunni vittima dei maltrattamenti) che hanno denunciato per prime la storia di maltrattamenti avvenuta in una scuola dell’infanzia di Carrara. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Alessandra Conforti ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini alle quattro docenti iscritte nel registro. Adesso toccherà alla difesa - l’avvocato Luca Pietrini - presentare una memoria, dato che le sue assistite negano ogni addebito. L’avvocato Canobbio non si sbilancia, anche se grazie alla sua richiesta di avocazione(i fatti risalgono al 2014) il fascicolo è stato chiuso: «Non ho ancora gli atti - conclude - e quindi non so che accertamenti sono stati fatti, ma come detto voglio andare in aula per fare chiarezza». In procura bocche cucite, almeno per ora. Il procuratore capo Aldo Giubilaro vuole aspettare qualche giorno prima di parlare: «Mi sembra prematuro dire qualcosa. Se non ribadire l’evidenza: le indagini sono state chiuse».

I fatti risalgono al 2014. A segnalare cosa avveniva tra le mure della scuola era stata una maestra che vedeva le sue colleghe colpire i bimbi, urlare contro di loro ("maiale", "schifoso", "sudicione"). Un bambino marocchino è stato offeso con frasi razziste: "Torna sul barcone da dove sei arrivato". La donna ha segnalato i fatti alla preside e ai carabinieri ma i suoi tentativi l’hanno trasformata in una vittima di mobbing. Così con la mamma di un bambino, la maestra si è rivolta a La Via dei Colori onlus, associazione punto di riferimento in Italia per minori e minoranze vittime di maltrattamenti in strutture scolastiche e assistenziali. La denuncia è del 13 marzo 2017. Dopo un anno non si sapeva nulla delle indagini, così Canobbio ha presentato richiesta di avocazione. «Siamo soddisfatti - ha spiegato il legale - che per una volta l'avocazione non abbia portato all'archiviazione ma anzi abbia scoperchiato questa vicenda».

L’ultimo episodio di maltrattamenti risale a gennaio, anche perché poi la maestra che ha denunciato tutto si è messa in malattia. Non prima di aver visto una maestra che stringeva il braccio al collo di un bambino, il piccolo aveva il viso rosso e lei la guardava con sfida. Da lì l’aggravamento del suo stato di salute.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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