Sicurezza
Licenziamenti, gli operai bloccano il traffico
E oggi previsto un corteo in centro alle 16.30 da piazza Garibaldi. Volpi: «Ci aspettiamo un impegno da parte dell’azienda»
MASSA. La vita operaia è agra, anche quando fuori splende il sole. Due giorni di primavera e di lotta di fronte alla sede del Nuovo Pignone, le tute arancioni annunciano chiaro: «Qui non ci sarà un’altra Eaton». E per dimostrare che si fa sul serio ieri corteo in via Dorsale e blocco del traffico a intermittenza per tutta la mattina. Cittadini, ascoltateli.
Non sarà una trattativa facile, ultima di un film che questi operai hanno vissuto troppe volte. «Ogni anno finisce che ci troviamo in queste condizioni, contratti che scadono e l’azienda che minaccia di chiudere. Stavolta però c’è il rischio che davvero non ci prendano più, dice Salvatore Verduci, uno degli operai ieri al presidio. Cosa cambia dunque questa volta?
Loro lavorano per l’Fc Imballaggi, subappaltante della Bcube, che si occupa di logistica integrata per la gestione della catena di distribuzione. La maggior parte di loro sono stati assunti pre Jobs Act, sono dunque lavoratori protetti dall’articolo 18. Circa 40, mentre una parte sono stati assunti nell’agosto del 2015, quando il governo aveva previsto degli sgravi per le aziende che assumevano a tempo indeterminato. La data di scadenza di quei mesi è proprio l’agosto 2018, l’appalto invece terminerà a luglio.
Alexandru Furtuna, operai e rsu della Fiom, non crede alla coincidenza. «Ci sono molti motivi per i quali licenziarci, uno tra i tanti è quello che per alcuni finiscono gli sgravi e molti di noi sono tutelati dall’articolo 18. L’azienda, la Bcube, sostiene che il lavoro che facciamo sarà coperto dai 23 operai interni in esubero che hanno annunciato qualche tempo fa. Non so quanto sia vero, ma rimane il fatto che noi siamo 52 e il lavoro non è mai mancato».
E spiega come funziona il ciclo produttivo. «Ogni tre mesi c’è quello che l’azienda chiama “corter”, cioè si chiude la fatturazione e il lavoro aumenta anche per le spedizioni. Noi ogni tre mesi facciamo straordinari, a me è capitato in passato anche di stare a lavorare per 36 ore», dice Furtuna. Il lavoro dunque non mancherebbe, pertanto le ragioni della chiusura sembrano tutte da cercare in una questione contrattuale.
A metà mattinata, subito dopo il corteo, arriva al presidio il sindaco Alessandro Volpi insieme a uno degli assessori, Elena Mosti. E molti consiglieri sono andati a parlare davanti allo stabilimento. Gli operai si fanno a cerchio attorno al primo cittadino, vogliono capire che intenzioni ha “il palazzo”.
Volpi si dice preoccupato e intenzionato a non mollare, «a portare avanti la questione nei tavoli con forza. La politica ha dato molto a quest’azienda (Nuovo Pignone, ndr) che è centrale per questo territorio. Ci aspettiamo che gli investimenti fatti e la disponibilità si traducano però in una voglia di capire che il lavoro va tutelato». D’altronde di trasfertisti in Fc Imballaggi non ce n’è, sono tutti lavoratori residenti in provincia. «Un attacco al nostro territorio, ai lavoratori di questa provincia», stigmatizza il segretario della Cgil Paolo Gozzani nel merito. E al presidio ci sono tutte le bandiere dei sindacati, Uil, Cisl, Cgil, c’è anche l’Usb. E poi alcuni componenti della Casa Rossa e del partito dei Carc.
Per oggi intanto convocato un tavolo a livello provinciale con i rappresentanti istituzionali ed esponenti della proprietà di BCube. Il punto è trovare una mediazione come finora è sempre riuscito. Ma gli operai non hanno intenzione di aspettare seduti, braccia conserte e con la raccomandazione del silenzio che sopra le loro teste si decida il destino.
Oggi dunque alle 8 riparte lo sciopero e poi alle 16.30 convocata una manifestazione in centro, piazza Garibaldi. La città veda con i propri occhi, la paura dell’attacco al lavoro non resti in zona industriale. Per sabato poi prevista un’altra iniziativa ad Avenza, con i sindacati che lanciano uno sciopero degli straordinari nel Nuovo Pignone e indotto. La partita entra nel merito e si annuncia dura. (l.r.d.)
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