Sicurezza
Cjmeco, quattro progetti per disinquinare l’area
Ben 117 le manifestazioni di interesse con idee per il recupero, ma poche quelle diventate concrete. Nell’ex fabbrica Colombera tonnellate di amianto da smaltire
AULLA. Un altro passo si è compiuto per il recupero dell'area della Colombera, alle porte della frazione aullese di Pallerone, dove insiste la discarica ex Cjmeco, autentico monumento all'inciviltà umana con le sue 50mila tonnellate di rifiuti.
Si è conclusa la consultazione pubblica per raccogliere online, sui siti web dell'Agenzia del Demanio e del Comune di Aulla, idee e suggerimenti per il recupero dell'area, consultazione pubblica che seguito due binari: il primo più "light", con suggerimenti da parte di chiunque su come vorrebbe l'area della Colombera; il secondo più strutturato e modellato sulle esigenze degli addetti ai lavori, prevedendo la presentazione di idee progettuali dettagliate, ma non vincolanti, che potrebbero costituire la base del bando di gara per la bonifica definitiva, che verrà, poi, elaborato dal Demanio. Bando di gara che sarà fatto sulla base di quanto deciso dal Comune, al quale spetterà il compito di decidere quale destinazione d'uso dare all'area. I numeri scaturiti dalla consultazione sono decisamente importanti e fanno ben sperare per un futuro libero dal degrado per l'area: infatti, il direttore dell'Agenzia del Demanio di Toscana e Umbria, Giuseppe Pisciotta, in visita ad Aulla, ha comunicato al sindaco Roberto Valettini che sono state presentate 4 manifestazioni di interesse corredate da un progetto per la bonifica della ex Cjmeco, mentre sono state ben 117 le manifestazioni di interesse "semplici", con idee e suggerimenti su come si vorrebbe l'area della Colombera.
Quindi, il recupero dell'area dovrebbe passare attraverso le 4 manifestazioni di interesse corredate da un progetto, ma il sindaco di Aulla prima vuole vedere le carte. Per questo si recherà a Firenze nei prossimi giorni, alla sede dell'Agenzia del Demanio, in modo da capire "che cosa si vuole fare dell'area - spiega Valettini - dal punto di vista ambientale, per comprendere quale potrebbe essere la ricaduta occupazionale e quanta superficie verrà realmente interessata dai progetti". Da ricordare che, nello scorso mese di dicembre, la consultazione pubblica appena conclusasi era stata presentata presso la sala consiliare del palazzo comunale e in quella occasione il primo cittadino aullese aveva detto chiaramente che l'area della Colombera, in futuro, non avrebbe dato accesso ad aziende insalubri. Si era parlato, quindi, della rigenerazione del sito, che è già stata avviata grazie a un importante intervento di messa in sicurezza e bonifica dell'amianto, riguardo il quale erano sono state fornite alcune cifre interessanti come le quantità di amianto messe in sicurezza: 273 tonnellate di amianto friabile e 120 tonnellate di amianto compatto; parte dell'amianto è stato incapsulato in un materiale rosso, mentre altro è stato confinato in alcuni edifici, pur essendo ancora presente. E si era fatto riferimento ad un'area compromessa, pur palesando grandi opportunità, un'area di 162mila metri quadri, con 83 fabbricati, dove, fino al 1995, si assemblavano missili. Non erano mancate, però, le critiche anche sferzanti dal pubblico, fra i quali spiccavano alcuni storici esponenti del comitato "Vivere Pallerone". A riecheggiare in sala erano state le accuse del palleronese Sirio Mastrini, cofondatore del comitato, che aveva chiamato in causa il ruolo di un'associazione che, a suo dire, avrebbe sottratto parti metalliche dallo stabilimento, determinando il crollo dell'amianto a terra.
Gianluca Uberti
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