Il Tirreno

«Mega antenna sotto casa ma nessuno ce la toglie»

di Irene Rubino
«Mega antenna sotto casa ma nessuno ce la toglie»

In via Bulderini torna a far sentire la propria voce di dissenso il comitato che da anni combatte contro l’impianto di telefonia in piena zona residenziale

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MARINA DI CARRARA. Delusi e amareggiati: i cittadini di via Bulderini, che non sperano più che i loro problemi possano essere risolti. Il primo è quello della celebre antenna di telefonia mobile di 38 metri, gestori Telecom e Vodafone, che sorge a soli 8 metri dalla prima abitazione. Il comitato “Antenne” si batte da circa otto anni farla trasferire in un sito più idoneo. «Abbiamo fatto tre ricorsi al Tar – spiega Flavio Franciosi, uno dei membri – respinti perché impostati male. L’avvocato Lucia Bianchi è riuscita a farci sedere a un tavolo con Telecom, il prefetto, il sindaco Zubbani e giungere finalmente a un accordo. È stato chiesto a noi residenti di trovare un sito più idoneo, abbiamo individuato un terreno di 3mila metri quadri a circa 102 metri dalle prime abitazioni, tra via Lucca e via Bulderini». Con la delibera di consiglio comunale n. 3 del 18/01/2013 è stato approvato un adeguamento del piano per la delocalizzazione del sito di via Bulderini in via Lucca. Nel 2016 è arrivata la lettera della prefettura che autorizza l’esecuzione dei lavori di delocalizzazione dell’antenna - prosegue Franciosi - Eppure, nulla di ciò è stato fatto. «Quando circolò la voce che l’antenna sarebbe stata spostata – spiega uno dei residenti, Roberto Capovani – in via dei Corsi sono comparsi dei cartelloni contro l’intervento: credevano che sarebbe stata spostata in un sito tra via dei Corsi e via Bulderini anziché tra via Lucca e via Bulderini, come era stato deciso». I residenti della via sono vittime, oltre che delle radiazioni, anche della pesante svalutazione subita dalle loro proprietà a seguito dell’installazione dell’antenna. «Se io vendessi la mia casa oggi non recupererei nemmeno i soldi che ho speso per acquistare la proprietà, prima che facessi i lavori – spiega Antonio Melita – la lettera del prefetto subordinava la delocalizzazione a un accordo tra Telecom e il proprietario del terreno, e l’accordo è stato raggiunto. Hanno fatto la prova del palloncino, affisso i manifesti. Eppure tutto si è risolto in un nulla di fatto». «Avevano detto che l’avrebbero spostata fin dall’inizio – commenta avvilita Brunella Donati – sembrava che l’installazione in via Bulderini fosse temporanea». Per un anno l’antenna ha avuto un motore provvisorio, a nafta. «Invece non è stato così. Di più: ci hanno messi di fronte al fatto compiuto. Non siamo stati consultati, non è stata fatta alcuna pubblicità». Di qui un nuovo appello: «Dal momento che il Movimento 5 stelle è stato molto presente in via Bulderini, soprattutto la senatrice Bottici – commenta Franciosi – chiediamo al sindaco De Pasquale e alla sua giunta di dar seguito alle loro parole». Tuttavia, il problema delle antenne non è ancora passato al vaglio dell’amministrazione: «Dobbiamo ancora verificare la situazione, ma non ce ne occuperemo i tempi brevi», commenta l’assessore ai lavori pubblici Andrea Raggi. Le magagne sono tante: l’area è soggetta ad allagamenti perché manca di fognature bianche. I pannelli fonoassorbenti sul viadotto sono stati montati solo da un lato. Manca l’illuminazione: «Qui circolando spacciatori, troviamo siringhe a terra, motorini rubati», commenta il signor Melita. Inoltre ci sono seri problemi di viabilità, dal momento che Via Bigioni, via Lucca, e via dei Corsi, parallele e anguste, non sono a senso alternato. L’asfalto precipita bruscamente ai lati della strada, mancano i cordoli: «In via dei Corsi si cappottò una macchina guidata da una donna incinta», racconta la signora Donati.

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