Il Tirreno

Licenziamenti, operai in piazza

di Benedetta Bianchi

Presidio al Pignone, blocchi stradali volanti (con solidarietà degli automobilisti). I sindacati: esuberi incomprensibili

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MASSA. Otto ore di sciopero, presidio in mezzo ai cancelli della Baker Hughes Ge di Massa e blocco del traffico in via Dorsale, con tanto di solidarietà da parte di automobilisti e camionisti. Quelle di ieri sono solamente le prime iniziative di protesta messe in atto dai 52 lavoratori della Fc imballaggi, ditta subappaltatrice di B-Cube, a cui due giorni fa sono stati preannunciati i licenziamenti a partire dal 31 luglio, giorno della scadenza dell’appalto con l’azienda madre operante nell’indotto Nuovo Pignone. Oggi i lavoratori si fermano per altre otto ore di sciopero con presidio, dalle 8 alle 17, e da ieri le segreterie di Fim, Fiom e Uilm in accordo con tutte le Rsu hanno stabilito anche lo sciopero degli straordinari e delle flessibilità delle aziende di Nuovo Pignone e di tutto l’indotto. La volontà di B-Cube è quello di non rinnovare i servizi esterni e riportare tutti gli appalti in house e a farne le spese sono gli operai della filiera; «Fc è l’azienda a cui tocca pagare il conto in una logica di appalti e subappalti e questa è la prima iniziativa voluta legittimamente da chi pagherà il prezzo più alto» ha detto Michele Folloni della Fim. Fc Imballaggi, come suggerisce il nome, è un’azienda di imballaggio, logistica e movimentazione nata il 1 agosto 2015 quando da un passaggio diretto della Dva imballaggi.

Come dichiarato in una riunione a Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm gli esuberi avverranno tramite procedura di licenziamento collettivo che al momento non è ancora stata aperta. «Fc in lotta: è solo l’inizio» e «di fronte alle ingiustizie rimane la protesta» sono alcuni degli striscioni affissi all’entrata dello stabilimento di Massa mentre i lavoratori sono rimasti per ore seduti sull’asfalto, in mezzo al piazzale, con il sostegno dei colleghi della Sanac e degli ex Rational. Hanno atteso pazientemente anche il direttore dell’area massese, ma «non si è neppure presentato al cantiere» dice Alexandru Furtuna, Rsu Fiom Cgil. I sindacati di categoria, nella mattinata di ieri hanno inviato una lettera di incontro urgente al sindaco di Massa Alessandro Volpi, al sindaco di Carrara Francesco De Pasquale e al presidente della provincia Gianni Lorenzetti perché, spiega Folloni «fin da subito questa vertenza deve essere elevata a livello territoriale e non solo; ci sono accordi siglati per far crescere una realtà in cui crediamo molto come quella del nuovo Pignone, e il primo passo è confrontarci con il territorio per poi, in un breve periodo, andare in Regione per parlare direttamente con il governatore Enrico Rossi».

E l’incontro è già stato fissato per domani alle ore 17 in provincia mentre i lavoratori resteranno in sit-in in piazza Aranci. Alle istituzioni verrà fatto il quadro di una situazione «non più gestibile visto che sono stati dati soldi per mantenere un’occupazione ed è intollerabile l’alto numero di esuberi» ha dichiarato Luisa Pietrini, segretaria Fiom Cgil. I 52 licenziamenti di Fc imballaggi si aggiungono ai 13 di Vivaldi e Cardino. E le segreterie sindacali ribatteranno sul fatto che «se i carichi di lavoro sono in linea con quelli del 2017, e lo scorso anno non ci sono stati licenziamenti, questi esuberi sono inaccettabili».

Pietrini torna anche su un’altra questione: «C’è un cambiamento dei contratti perché si stanno sostituendo aziende sindacalizzate e lavoratori con contratti a tempo indeterminato con contratti atipici e interinali, un processo inverso a quello contro cui ci siamo battuti per anni. E stanno nascendo agenzie apposite per precarizzare il lavoro».

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